La riforma della scuola media Quando, invece, tutta la scuola media sia rinnovata in modo da offrire tipi diversi ai vari gruppi di alunni in armonia con le loro condizioni sociali e secondo i fini piu o meno utilitari o ideali che essi si propongono di raggiungere; e ogni istituto abbia un fine ben circoscritto e una struttura esattamente proporzionata a quel fine; e l'insegnante della Scuola popolare superiore sappia che il negozio e l'officina aspettano presto i suoi alunni, e a costoro deve dare moneta spicciola e corrente di nozioni precise e praticamente applicabili e non teorie generali ed analisi acute che non troverebbero addentellati nella loro mente e cadrebbero nel vuoto; e l'insegnante delle scuole di media cultura non veda dinanzi a sé che alunni, i quali dopo cinque o sei anni di preparazione intellettuale dovranno volgersi a studt strettamente professionali e utilitad, e perciò pur non trascurando la cultura disinteressata dello spirito, il commento estetico e storico di qualche autore, il lato filosofico delle varie discipline, senta che non deve insistervi troppo, non deve costruire una base troppo larga di teorie per la pratica futura, ma deve tener d'occhio sempre questa pratica; e l'insegnante della scuola d'alta cultura debba trattare solo con alunni i cui destini sieno piu elevati di quelli degli alunni delle altre scuole, e senta come i metodi d'insegnamento consigliati ai suoi colleghi non valgano per lui, e che egli deve preoccuparsi non della utilità e praticità immediata della propria opera, ma del graduale ed equilibrato incremento di tutte le facoltà superiori dello spirito dei suoi alunni, e allargare la visione che essi hanno della società, della sua storia, delle sue aspirazioni, e collocarli consapevoli nel mondo morale in cui sono chiamati a vivere; solo allora gl'insegnanti stessi potranno compiere negli esami una rigida e logica opera di selezione, perché gli alunni inetti non potranno invocare a loro scusa i difetti dell'ordinamento scolastico, e i maestri sapranno sicuramente ciò che potranno pretendere da essi, e compiranno con tanto maggior impegno la loro opera, quanto piu ne sentiranno chiaramente i fini e la importanza e la necessità sociale. Nelle condizioni attuali - scrive con molto buon senso il Piazzi - il render pil.1 difficili gli esami, nella speranza di risollevar l'insegnamento, da una parte equivarrebbe ad adoperarsi solo intorno ai sintomi del male senza scrutarne le condizioni vere e riposte; significherebbe dall'altra commettere una grave ingiustizia, contro cui protesterebbe anche piu energicamente che non ora la coscienza del pubblico, colla probabilità che, in tal caso, questa avesse a trovarsi d'accordo colla coscienza medesima degli insegnanti. A migliorare, pertanto, la sorte dell'istruzione media non si deve cominciare dagli esami, ma precisamente dal modificare l'ordinamento che ad essa si è dato. Perché, insomma, modificando la causa, si potrà modificare l'effetto; e se gli esami valgono a far constatare la bontà degli studi, non riescono di per sé a produrla. 3 3 La scuola media e le classi dirigenti, p. 349. Cfr. le buone osservazioni, che han fatto a questo proposito, il TOMMASINIMATTIUCCInei "Nuovi Doveri," I, pp. 210 sgg., e l'UsSANI nel Sesto Congresso delta Federazione, pp. 368 sgg. 551· BibliotecaGino Bianco
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