Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Purtroppo non sempre la discriminazione fra idonei e non idonei è facile. A parte i casi di alunni eccessivamente nervosi i quali durante gli esami sono presi da una incapacità assoluta di dire quello che sanno: casi eccezionalissimi, su cui non si può foggiare la legge e ai quali provvede quasi sempre il buon senso e la pietà dei maestri; è innegabile che in via normale, "data una scolaresca, come data qualunque collettività, esistono agli estremi alcuni individui che si staccano, per gradi ben determinati di capacità inferiore o superiore, dagli altri; ma esiste un gruppo di persone la cui capacità è quasi la stessa: il gruppo che si avvicina alla media; in altri termini, nella classificazione secondo la capacità - come secondo un qualunque altro carattere - delle persone di una collettività, i gradi estremi sono molto distinti: nel mezzo si varia per gradi infinitesimi, ed il giudizio è reso difficilissimo. La prova è talvolta un po' cieca: nessun professore potrà mai sostenere che sia grande il divario tra la capacità dell'ultimo promosso e quella del primo bocciato: la differenza è ben sovente solo d'informazione o di fortuna. 112 Ma, come osserva lo stesso insegnante, a cui dobbiamo questa acuta osservazione, appunto questo gruppo intermedio di alunni rende necessaria una prova, meno grossolana che sia possibile, ma decisiva, la quale consenta di sceverare di tanto in tanto gli uni dagli altri, promovendo gli uni, respingendo gli altri, ed elevando a poco a poco il valore medio della massa. Che se in alcuni casi qualche piccola ingiustizia personale non si potrà evitare, non per questo si ha diritto di ritenere ingiusti o dannosi gli esami, come non sarebbe ragionevole abolire ogni governo sol perché nessun governo può funzionare senza qualche oppressione ingiusta; come sarebbe stolto abolire tutte le leggi, perché nessuna legge sarà mai cos1 perfetta da non produrre nell'applicazione giornaliera piccole e magari grandi iniquità. Nell'apprezzare una istituzione, pessimo fra tutti i metodi è quello che tiene conto esclusivamente del male che essa non riesce ad evitare o magari è costretta a produrre, senza valutare il bene che essa fa, e soprattutto il male che senza di essa si avrebbe. Occorre, finalmente, non dimenticare che in un ordinamento, come il nostro, sbagliato, se riesce male alla scuola l'opera di educazione, riesce male anche quella di selezione e di classificazione. Fino a quando perdurerà l'attuale confusione di scopi e d'indirizzi, che guasta la Scuola tecnica, e gl'Istituti tecnici, e il Liceo-Ginnasio, e ogni scuola andrà male per difetto di carattere individuale e per eccesso di enciclopedismo, e si affolleranno e urteranno in ciascuna alunni con tradizioni, capacità, aspirazioni diverse, i professori come non sapranno a che fine volgere il loro insegnamento, cos1 non sapranno quali attitudini dovranno accertare negli esami. E gli esami rappresenteranno per maestri ed alunni una tortura inutile. E comunque si formino e si riformino, saranno sempre ordinati male. 2 EUGENIO ELLA LEVI, nei "Nuovi Doveri," I, p. 107. 550 BibliotecaGino Bianco

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