Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica nandole del tutto a sé per ciò che riguarda l'ordine interno e la disciplina, profondendo senza criterio gli istituti di alta cultura classica alle cupidigie inintelligenti dei grandi elettori, e non occupandosi di altro che di difendere pietosamente i poveri alunni contro i durissimi forzati lavori della scuola, e di punzecchiare incessantemente ed esautorare e discreditare i professori affinché sfornassero ogni anno il maggior numero possibile di oves et boves, e di rafforzare nei giovani l'idea che essi hanno diritto, per un verso o un altro, ad uscire dalla scuola coll'approvazione finale, - si sono condotte proprio come se quella teoria le avesse guidate in tutti i particolari della loro politica scolastica, e hanno creato intorno alle scuole un equivoco enorme e funesto, da cui dobbiamo al piu presto e ad ogni costo uscire se vogliamo salvare dalla rovina il nostro paese. Quel mirabile scienziato, che fu anche un grande cuore e una coscienza superiore - il Pasteur - pubblicò all'indomani della catastrofe che colpf la Francia nel 1870-71 un opuscolo, in cui domandava perché mai il suo paese nel momento del pericolo non avesse trovato uomini superiori per difenderlo; e rispondeva incolpando per una parte la istruzione superficiale, rettorica, meramente formale che allora s'impartiva nelle scuole, per l'altra l'intrigo politico che avvilendo le coscienze e scoraggiando i liberi intelletti aveva spinto innanzi nell'esercito, nella diplomazia, nelle amministrazioni, nelle università, i piu disonesti e i piu inetti. Per conto no.- stro siamo persuasi che molta parte degli errori, delle immoralità, dei disastri da cui è stata travagliata la nostra vita pubblica dal 1860 ad oggi, sono derivati dalla incapacità intellettuale e dalla frollaggine morale, non del paese, ma di quei pochi che hanno avuto nelle mani le leve onde erano mossi tutti gl'ingranaggi dello Stato, e per salire non hanno avuto bisogno che di soppiantare con vergognosi intrighi i piu degni e i piu capaci, e non hanno portato nei loro uffici che cinismo e ignoranza, e non sanno far altro che vivere alla giornata, salvo a perdere vergognosamente la testa non appena si trovino di fronte a un passo pericoloso o ad una impreveduta difficoltà. Quand'anche la scuola non avesse l'ufficio di scegliere e classificare gli alunni, ma solo quello di istruirli, essa avrebbe sempre bisogno, per bene istruirli, di sceglierli e classificarli eliminando i disadatti. Una scuola - ci sentiamo umiliati a dover ripetere queste verità intuitive; ma a tal punto siamo ridotti in Italia, che ogni principio ed esperienza didattica sono messi in non cale quando si discute di esami - una scuola non è un agglomerato caotico di individui, dei quali ognuno studia· per conto proprio, attingendo alla dottrina del maestro quel che può o vuole, senza sentire su di sé l'influenza dei vicini e senza influire alla sua volta su. di essi. Una scuola formata di elementi di diversa capacità e raccolti a caso è il terreno di una continua lotta ad armi corte, in cui o i ritardatart impediscono il cammino ai meglio disposti, o questi si tra·scinano dietro il maestro, obbligandolo ad abbandonare senza aiuto i piu disgra548 BibliotecaGino Bianco

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