Problemi di nforma scolastica po vasta della vita, i grandi princip1 e le grandi massime che riassumono la saggezza e le abitudini di molte generazioni, i sentimenti che il ragazzo deve immaginare soltanto, ma non può provare, lo svogliano e lo raffreddano; lo costringono a copiare o a chiedere l'aiuto altrui, o, nel migliore dei casi, lo avvezzano a quella forma larvata di menzogna che consiste nell'esprimere con enfasi ciò che non è sentito. E non si dica che è difficile trovar temi in armonia col piccolo mondo di esperienze e di sentimenti, in cui si aggira lo spirito del fanciullo e dell'adolescente. In nessuna età, come tra i dieci e i sedici anni, le sensazioni sono cosI varie e profonde, la curiosità cosI avida e pronta, l'intelletto cosI disposto ad indagare il perché delle cose, e a serbarne l'immagine viva e tenace. Il mondo allora è ancora rivestito di tutta la sua luce, di tutte le sue meravigliose apparenze; e l'anima giovanile, se rettamente guidata, trasale di ammirazione estatica e si indugia con intima gioia su apparenze che piu tardi sfioreranno appena i suoi sensi, e converte in drammi di passione i piu tenui incidenti della vita morale. Una passeggiata, una lettura, un caso qualunque della esistenza scolastica o famigliare, un errore, un castigo, una lode, una festa pubblica o privata, una umiliazione o una delusione, tutto serve all'esperto insegnante per suscitare l'attenzione dell'adolescente per indurlo a osservare, a riflettere e a commuoversi. A dodici o a quindici anni l'universo è sospeso per noi ai piccoli incidenti della nostra piccola vita, e la nostra immaginazione, simile ad un microscopio prodigioso, vede in una gocciola un mondo. Ma bisogna che qualcuno disciplini l'uso del microscopio, ne ripulisca le lenti, e le volga verso gli oggetti che il fanciullo può con profitto contemplare. Se ci invitano a riflettere sulla bassezza della menzogna, o a declamare sull'amor di patria, quando nella nostra fantasia il vero e il falso si confondono ancora e si intrecciano per mille fili, quando nella nostra coscienza la patria è ancora la casetta paterna o il villaggio natale, mentre la vista di un fiore, di un insetto, di un carro tornante la sera carico di messi, éi attira e ci commuove piu sinceramente di Orazio Coclite o di Leonida, come non sentiremo ripugnanza per quel vuoto· a noioso esercizio che è il comporre, come dissimulare la nostra svogliataggine dietro le belle parole prese a prestito dai libri o da chi ne sa piu di noi? Naturalmente, non a tutte le età convengono gli stessi temi. Nei- primi anni è assurdo pretendere dagli alunni un pensiero originale e maturo; e sarà bene esercitarli piu specialmente nella osservazione del pensiero e della forma altrui, invitandoli a ridurre poesie in prosa, a riassumere letture o lezioni, a compiere descrizioni o racconti lasciati appositamente incompiuti, ecc. ecc., curando soprattutto la correttezza della forma. Col procedere degli anni, col moltiplicarsi delle idee e delle cognizioni, man mano che la padronanza della forma divenga piu sicura, si farà maggiore assegnamento sulla capacità di riflessione e sulla iniziativa critica dell'alunno. Anche allora il riassunto dei libri letti per consiglio del professore sarà 542 BibliotecaGino Bianco
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