Problemi di riforma scolastica Il quinto e il sesto anno vorremmo dedicati a leggere alcuni fra i grandi classici nazionali: nel quinto anno, classici del secolo XVIII e XIX (Parini, Foscolo, Monti, Manzoni: l'Alfieri e il Carducci sarebbero già conosciuti fino dall'anno precedente); nel sesto anno, classici del 500 (per esempio Ariosto, Machiavelli, Tasso, Galilei); facendo sempre servire le letture ad illustrare la storia della civiltà, che verrebbe studiata contemporaneamente e con la guida dello stesso maestro. Nel settimo anno buona parte delle sei ore settimanali assegnate alla storia medioevale dovrebbero essere occupate nella lettura della Divina Commedia, cioè nell'estrarre da essa il pensiero religioso, filosofico, politico di Dante e nel godere le bellezze sovrane dell'arte dantesca. E tutta la storia della civiltà medioevale dovrebbe servire alla illustrazione della genesi e del contenuto del pensiero dantesco, in modo che gli alunni acquistassero una visione sicura del contenuto intellettuale e morale del cristianesimo, mentre inizierebbero d'altro lato lo studio della filosofia precristiana. Né sei ore settimanali sarebbero poche a siffatto studio; perché oggi nei Licei la storia medioevale (476-1313) ha tre sole ore le quali vengono da troppi insegnanti sperperate in esercitazioni aridamente mnemoniche; e la Commedia è studiata bens1 per tre anni, ma a dosi di un'ora per settimana ogni anno, dovendosi studiare contemporaneamente parecchi altri autori: e si sciupa molto tempo e lavoro in mille inutili notiziucce erudite e nel commentare verso a verso tutto il poema dalla prima all'ultima lettera, mentre molte parti di scarso interesse artistico o filosofico si potrebbero senz'altro trascurare. Noi siamo convinti che nel settimo anno, data la maturità degli alunni, basterebbe dedicare per i primi quattro mesi tutte le sei ore settimanali date alla storia della civiltà medioevale, per esaurire il Medioevo (476-1492); e ci basterebbe nella seconda metà dell'anno tempo piu che bastante per leggere la Divina Commedia, e nello stesso tempo distrarre e riposare gli alunni, alternando con gli stud1 dante- ~chi la lettura di qualcuna delle piu belle poesie amorose e storiche del Petrarca e di una parte delle novelle del Boccaccio. Anche le esercitazioni scritte di lingua italiana, che hanno tanta efficacia di formazione mentale, hanno gran bisogno di esser guidate da criteri piu razionali di quelli che ora prevalgono. Le cosI dette "copiposizioni d'italiano" in generale non sono che mere esercitazioni rettoriche e fantastiche o, peggio, complicazioni e centoni di periodi rubacchiati spudoratamente e accozzati senza scrupolo a scanso di fatica o per ostentare una erudizione d'accatto. Tutti quelli che hanno frequentato un Liceo sanno come sia facile ricamare variazioni sentimentali o fantastiche su certe sentenze trite e abusate, a cui il lungo uso didascalico ha tolto anche quel certo rilievo di verità morale che avevano in origine, o ingannare il professore, che ci si presta per lo piu senza gran ripugnanza, collo stipare nomi date e giudiz1 d'altri nei cosI detti temi cli cultura letteraria e storica. Ora, o il lavoro vero scritto d'italiano rie540 BibliotecaGino Bianco
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