La riforma della scuola media Molti dei libri, che non si avrà mai tempo di leggere in classe, basterà metterli a disposizione degli alunni nella biblioteca dell'istituto o in biblioteche circolanti di classe: vi è un periodo nella vita giovanile, fra i dodici e i diciott'anni, in cui tutti sono presi da un vero furore di letture, e trascurano i compiti di classe, e rubano le ore al sonno e allo svago per divorare un romanzo o un trattato di scienze naturali, e apprendono da sé una congerie enorme di cognizioni che non dimenticheranno piu, e che la scuola non può dare da sola. Di questo immenso capitale di energie, le quali non chiedono che d'essere dirette a buon fine, devono gl'insegnanti di tutte le materie, e specialmente quelli d'italiano, approfittare per slargare le idee degli alunni ed estenderne e approfondirne la cultura. Le letture di classe debbono solamente educare j giovani a studiare con metodo e ad osservare con occhio esperto i pregi di pensiero e di forma dei grandi scrittori; e - poiché siamo in una scuola classica - debbono, specialmente nel primo quadriennio, servire di aiuto agli studi classici, come questi debbono offrire schiarimenti e commenti alle letture italiane. Nel primo biennio della scuola, per es., oltre all'antologia di scritti moderni (biografie ed aneddoti del risorgimento, descrizioni di paesi e di usi e costumi a complemento degli studi geografici, poesie e prose di carattere educativo, varietà di scienze fisiche e naturali), che servirebbero a divertire e riposare gli alunni dalle non leggere fatiche delle esercitazioni latine, si dovrebbero leggere per intero nelle migliori traduzioni italiane, l'Iliade e l'Odissea. Che altro, infatti, sono questi poemi, se non miriadi di romanzi d'avventure, vicinissimi al pensiero infantile ricco di sogni e d'illusioni? Leggendoli ad alta voce - come a torto quest'esercizio è trascurato nelle nostre scuole! - riassumendoli, rendendosi conto degli accenni mitologici ed archeologici con l'aiuto di edizioni abbondantemente illustrate, i giovanetti vivrebbero fin dai primi anni nel centro dell'antica civiltà, e troverebbero in seguito assai agevolata la lettura di Omero nel testo originale. E nel terzo anno noi faremmo leggere la traduzione dell'Eneide, e metteremmo nelle mani degli alunni la intera raccolta dei grandi tragici greci,8 commentando in classe qualche tragedia appena, ma sicurissimi che le altre le vorrebbero conoscere da sé gli alunni nelle ore di libertà. Nel quarto anno le tragedie d'argomento classico dell' Alfieri e le poesie storiche del Carducci sarebbero opportunissime. Cosf gli alunni passerebbero nell'ultimo quadriennio a leggere sul testo originale i grandi poeti e i grandi filosofi dell'antichità, ben muniti di un ricco corredo di cultura classica raccolta studiando e latino e greco e italiano; e non avrebbero bisogno di fermarsi ad ogni passo per domandarsi che mestiere facevano le Muse e che cosa voglia significare un dato termine giuridico o militare. 6 La richiesta farà certo nascere le buone traduzioni di questi capolavori, commentate ed illustrate con figure ad uso delle scuole. 539 BibliotecaGino Bianco
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