Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di ri/o~ma scolastica meno imperfetti della civiltà moderna: argomento difficilissimo e poco attraente quando s'ignora il punto d'arrivo; interessantissimo e relativamente facile quando questo punto sia bene conosciuto e si possa tener sempre d'occhio durante le mille accidentalità della via. La storia della civiltà romana e greca, narrata nelle sue attinenze e nei suoi rapporti colla storia già conosciuta oramai dell'Europa medievale e moderna, dimostrerà nell'ultimo anno ciò che la società nostra deve alla tradizione classica nel campo dei fatti intellettuali, sociali, politici. Cosi'. il codice di solidarietà nazionale e di ferrea disciplina politica della vecchia Roma, e il mobile individualismo aristocratico della Grecia luminosa, si preciseranno nella loro realtà concreta, come due princip1 sempre vivi e attivi, come due inclinazioni perenni e tenaci dello spirito umano, la cui efficacia si manifesta ad ogni passo nella storia della moderna civiltà; non come fasi di pensiero oramai per sempre oltrepassate, come atteggiamenti rigidi ed inerti che si levino, statue solitarie e senza vita, nella lontananza dei secoli. Alla storia della civiltà greca farà seguito sempre nell'ultimo anno, quella delle primitive civiltà orientali. Oggi è questo un roveto selvaggio di nomispauracchio, di dinastie e di date tale da scoraggiare lo scolaro piu intrepido e piu volenteroso; ma nulla sarebbe piu facile che rendere lo studio di questi fatti gradito quant'altri mai ed esaurirlo in poche lezioni, purché si avesse il coraggio di rinunciare alla erudizione analitica, e seguendo la traccia di quelle idee e di quelle invenzioni che i popoli antichissimi hanno trasmessa alla civiltà moderna, ci si contentasse di mostrare come dalla nativa barbarie rivelataci dalle ricerche preistoriche la umanità sia arrivata faticosamente ai primi abbozzi di grandi civiltà: come il pensiero e la vita occidentale debbono, per esempio, la scrittura agli egizi, l'astronomia ai caldei, il primo esempio di talassocrazia commerciale ai fenici, la prima idea di un Dio unico onnipotente agli ebrei. E parte integrante, principalissima, di questa storia della civiltà dovrebbe essere la storia della letteratura, sgombrata da quell'ammasso di dati particolari e biografici onde oggi è resa idropica e noiosa, e in compenso trasformata in istoria del pensiero e dell'arte dei popoli, in maniera che il giovane vi senta la vita e il fervore delle idee, e i dubbl faticosi dell'anima umana, e l'armonia e la serenità superiore a cui si sono sollevate poche privilegiate intelligenze. Cosi'. intesa, la storia della nostra letteratura non sarà piu concepita come una processione monotona e uggiosa di nomi e di titoli d' opere che non hanno significato alcuno, ma come lo specchio magico di tutta la nostra vita passata. E nelle pagine dei poeti il giovane riconoscerà la voce delle generazioni trascorse, che parlano a lui; ritroverà gli elementi della propria personalità morale e intellettuale; sentirà la espressione piu intensa e. diretta dell'anima italiana, il grido piu alto con cui l'Italia, attraverso tanti secoli di grandezza e potenza o d'oppressione e vergogna, abbia gridato al mondo i suoi orgogli, i suoi dolori, le sue speranze. 536 BibliotecaGino Bianco

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