La riforma della scuola media tra i cattolici, come il piu ardente tra i rivoluzionad, ammettono, per es., che il progresso umano, se esiste, è segnato dal prevalere dell'idea morale sulla forza bruta, dalla disciplina degli istinti egoistici, subordinati a criteri di utilità sociale, dal rispetto e dalla tutela sempre maggiore dei deboli e degli umili, dal cozzo e dal trionfo dell'idea di equità sull'idea di predominio, e che le tracce del lento avanzare dell'uomo su per l'erta dei secoli si possono trovare tra lo scroscio rovinoso della storia. Qual è l'insegnante che ricuserebbe di accettare come criterio direttivo nell'interpretazione dei fatti storici il principio formulato dal Fouillée "che ci sono regole politiche e sociali a cui un popolo non può sottrarsi impunemente"? S'intende che tali crited storici non debbono escludere l'esposizione delle idee e dei sistemi contrad: ma essi debbono stare nel cuore del racconto storico come un centro ideale. Or affinché i fatti inerti acquistino vita, e possa risplendere sulla loro cima la fiammella dell'idea, occorre in chi deve studiarli una non comune agilità e maturità d'intelletto. La storia non può dunque essere nutrimento per fanciulli, e deve essere tolta senza indugio dai primi anni della scuola. Non che non si possa approfittare delle letture italiane per far conoscere ai giovanetti aneddoti, biografie, quadri di contenuto storico, invece di occuparli con prose o poesie esclusivamente fantastiche, purché si abbia cura di impedire che queste immagini del passato si sfigurino nelle piccole menti infantili in atteggiamenti grotteschi e anacronisticamente ridicoli. Ma sarà, sempre, polvere di notizie isolate senza coesione, finché il pensiero non sia capace di quel lavoro di coordinazione, d'astrazione, di confronto, di critica, senza cui non esiste storia. L'insegnamento della storia, quindi, non dovrebbe cominciare nella nuova scuola prima del quinto anno. E dovrebbe cominciare dalla storia dei secoli piu recenti, per risalire via via ai piu lontani. La storia della civiltà nel periodo della rivoluzione francese e nel secolo XIX dovrebbe occupare il quinto anno: piu intimamente legata alla vita e alle questioni contemporanee, piu prossima a noi e simile alla nostra, la vita degli ultimi centocinquant' anni è piu facilmente comprensibile, e piu vivamente si colorisce nella fantasia giovanile. Inoltre i personaggi della storia recente, e le opere da essi compiute, e l'eco che ne vibra ancora intorno a noi suscitando altre volontà ed altre audacie, svegliano piu prontamente la simpatia e la curiosità di conoscere gli avvenimenti anteriori, che sono alle questioni attuali come all'effetto L causa. Nel sesto anno, dopo avere descritto lo stato della civiltà europea nel periodo del Rinascimento, l'insegnante dovrebbe far assistere gli alunni al consolidarsi dei grandi Stati nazionali fuori d'Italia e alla trisecolare decadenza e allo sfacelo di tutte le energie della nostra nazione. Nel settimo anno si dovrebbe cominciare con lo studio della grande civiltà unitaria dell'Impero romano, e dimostrare come essa si sia frantumata nella barbara anarchia del medio evo e come dagli atomi di questa anarchia si sieno andate via via componendo le pnme molecole e poi gli organismi sempre 535 . BibliotecaGino Bianco
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