Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La ri/ornza della scuola media è assai piu difficile, perché questo non si può trovare che in un diverso atteggiamento della cultura degl'insegnanti. Ma un gran passo si può fare senza ritardo anche su questa difficile via, organizzando l'insegnamento filosofico secondario su base prevalentemente storica. Facciamo che l'insegnante, invece di far cadere dall'alto della cattedra sulle menti passive quel solo sistema filosofico, che egli porta in tasca bell'e fatto, dischiuda alla visione degli alunni qualcuno di quei meravigliosi palagi di idee che sono i grandi sistemi filosofici; e ne faccia misurare la vastità ed osservare l'armonia; e nella selva delle colonne e delle cuspidi guidi i giovani a discernere quei concetti architettonici che sotto forme varianti si ripetono in tutti, perché rispondono ad un'aspirazione universale, perenne dell'umano pensiero. E intanto la cultura raccolta negli altri studi letterari e storici, coordinata con quella degli studi filosofici, verrà ad avvolgere i sistemi metafisici nell'atmosfera intellettuale e morale dei tempi in cui essi sbocciarono e fiorirono. L'esame di qualcuna delle ipotesi escogitate dall'anima umana intorno alle proprie origini e ai destini che le sono serbati, scuote il torpore spirituale dei giovani, eccita la loro immaginazione e il loro cuore assai piu che il piccolo trattatello enciclopedico, in cui tutti i problemi e tutte le soluzioni sono ridotti in pillole. Chi assiste agli avanzamenti del pensiero nel dominio della verità, e ne segue gli errori, le aberrazioni, le vittorie, le sconfitte, impara almeno altrettanta logica formale quanta masticando e ruminando i barbara celarent della vecchia logica scolastica, e si interessa assai piu. La esposizione dei principali sistemi religiosi professati dagli uomini potrà insegnare meglio assai che un corso astratto sulla psicologia religiosa, quali legami uniscano il senso morale al sentimento religioso, fino a che segno e in quali condizioni storiche essi fioriscono insieme, se e in quali limiti essi possano svolgersi separati. Ecco perché noi vorremmo affidata la filosofia nella Scuola classica all'insegnante di lingue dassiche e nella Scuola moderna a quello di storia della civiltà. Dato che l'i.nsegnamento filosofico debba avere l'indirizzo storico, non c'è via migliore per assicurare quest'indirizzo che imperniare l'insegnamento sulla storia della civiltà o sulla lettura degli autori. E d'altra parte lo studio delle lingue diventerà necessariamente studio d'idee e di cose e non semplice osservazione di forme sintattiche e verbali. "Gli studi umanistici," ha scritto il Renan, "non hanno saputo insegnare ai loro adepti una seria descrizione della toga virile, un atto di maggiorità intellettuale consistente nell'oltrepassare la letteratura e nel sostituirla con la cultura dello spirito." E purtroppo è vero; ma se gli studi "umanistici" hanno fallito a cosi'. alto fine, gli è che in generale non sono stati mai "umani" abbastanza: hanno separato la forma dal pensiero, la parola dal sentimento, il conoscere dall'agire. Cosi'. abbiamo avuto i filosofi che scrivevano come barbari; e i letterati che non avendo nulla da dire lo dicevano in bella forma. La nuova scuola deve spezzare queste male abitudini e contrasti assurdi; e la via per raggiungere lo scopo è una sola: 531 BibliotecaGino Bianco

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