Problemi di riforma scolastica vitu e nella ruina, essa ha dovuto ricrearsi a poco a poco una cosCienza nazionale al di fuori, anzi contro la fede avita. Questa lotta, che dura tuttora, sorda o violenta, tra il potere religioso o il potere civile, vieta alla nuova Italia, sotto pericolo di morte, d'affidare al cattolicismo l'educazione morale delle giovani generazioni. Ed esclusa la religione come strumento d'educazione morale, a chi possiamo noi affidare quest'ufficio se non alla filosofia, a questa che è stata chiamata la "religione della democrazia 11 ? A quali resultati saranno condotti dalla libera meditazione filosofica le menti degli alunni: se a ricostruire razionalmente alla morale quello stesso fondamento dogmatico che il cattolicismo afferma come un dato aprioristico ed extrarazionale, oppure a vedere nella morale una norma e un prodotto della vita sociale, il frutto piu prezioso delle lunghe e dolorose esperienze umane nella vigilia dei tempi, l'immagine luminosa riverberata sulla nostra coscienza dalla progrediente civiltà, questo poco interessa ai fini educativi della scuola. Quel che importa è che i giovani delle classi dirigenti giungano in un modo o in un altro, ma sempre con le forze del loro pensiero, a possedere un asse ideale e una bussola nella vita, che portino in sé fuori della scuola la convinzione che la condotta onesta è un dovere imperioso, e non il semplice prodotto convenzionale di norme empiriche, le quali si applicano e variano caso per caso secondo le convenienze, e secondo che la nostra condizione sociale ci impone piu o meno di salvare certe parvenze esteriori di decoro e di dignità. Purtroppo lo studio delle teorie morali, per quanto nitidamente e logicamente formulate, non ha mai distolto dal male l'uomo nato con istinti malvagi: ma non è questa una buona ragione perché esso sia bandito dalla scuola di alta cultura: tanto varrebbe rinunciare a sottoporre i giovani a qualsiasi disciplina educativa ed abolire ogni scuola, sol perché in molti casi l'educazione si dimostra incapace a domare l'egoismo e la brutalità nativa. Negli spiriti normali la teoria morale, su cui si è adagiato soddisfatto della propria opera il pensiero, discende a poco a poco negli strati piu profondi della coscienza, diviene un elemento della sensibilità, contribuisce a creare le abitudini, fa s1 che l'istinto vitale si ribella in noi quando essa sia calpestata ed offesa. Oggi, nelle nostre scuole accoglienti alla rinfusa futuri impiegàti di finanza e futuri giuristi, molti ripugnano alla disciplina della speculazione filosofica, e il loro pensiero si smarrisce nel viluppo delle idee astratte, come viandante inesperto fra le nebbie alpine. Eppoi troppo spesso l'insegnamento filosofico, oppresso dall'incubo enciclopedico come tutti gli altri insegnamenti, è ridotto ad una gelida, dogmatica, frettolosa esposizione del solo sistema che ha le simpatie del maestro, diventa una specie di catechismo mnemonico di formulette sempliciste e scipite. Al primo male deve provvedere la riforma degli ordinamenti scolastici, sottraendo alla scuola di alta cultura tutti coloro che non hanno polmoni abbastanza robusti per respirarne l'aria troppo fine. Al secondo male, pur troppo, il rimedio 530 BibliotecaGino Bianco
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