Problemi di ri/orina scolastica dalla traduzione latina. Cosf, traducendo dal greco, si farebbe pratica anche di latino. Nell'ottavo corso continueremmo sempre a dedicare due ore settimanali alla traduzione di poeti greci, ma senza piu l'aiuto di traduzioni; e nelle altre sei ore cercheremmo di leggere il poema di Lucrezio o qualche trattato di Cicerone o di Seneca.4 E durante le tre ore settimanali, che sono assegnate alla filosofia nell'ultimo biennio, si dovrebbero discutere le teorie degli autori letti nelle ore di greco e di latino confrontandole con quelle dei filosofi moderni: per questo vorremmo in questo grado della scuola le lingue classiche e la filosofia affidate ad un unico insegnante. III Noi, dunque, non solo non escludiamo la filosofia dalla Scuola di alta cultura ma le dedichiamo la massima parte dell'ultimo biennio. Non si tratta - badiamo bene - di "far dei filosofi," e tanto meno di imporre agli alunni bella e pronta la soluzione dei problemi filosofici: si tratta di condurli a riflettere su quei problemi, di far amare la verità, di far sentire la serietà della vita e la dignità dell'uomo nel mondo. I giovani, che avranno pensati e sentiti i problemi filosofici, quando avranno lasciata la scuola, non si rideranno del dovere, della verità di tutti gl'ideali: anche non sapendo la loro ragione, essi sapranno che cotesta è una questione assai difficile, e che un'alzata di spalle scettica è segno d'ignoranza e di volgarità. Questo lo sapranno. E rimarrà loro immancabilmente il desiderio della soluzione, possano poi pensarvi o no, con assiduità e con metodo. Sapranno che li c'è un grave problema, e quando potranno, volgeranno tutto l'animo a chi parlerà loro di verità e d'ideali, con quell'attenzione e sincerità con cui ascoltiamo chi ci parla di un comune interesse. E sapranno magari distinguere, allora, il filosofo vero dal ciarlatano, e cosi il democratico dal demagogo, gli amici veri dagli amici interessati e falsi della verità e della giustizia. 5 Certo, se lo studio delle questioni filosofiche potesse essere differito ad una età piu inoltrata, come vorrebbe il Vailati, 6 esso riescirebbe piu. profondo e darebbe frutti migliori. Ma è un fatto innegabile che dopo la scuola media pochissimi hanno tempo e voglia di formarsi una cultura filosofica personale: i piu sono travolti quasi subito dalle necessità economiche della vita, che assorbono tutte le loro energie. E la specialità del4 S'intende che ogni professore sceglierebbe gli autori e i trattati da leggere nel biennio secondo le proprie preferenze filosofiche e secondo quelle parti della filosofia che piu lo interessassero. In questo come in ogni cosa, libertà completa al maestro, purché eseguisca il programma della scuola: che dev'essere in questo caso di suscitare nei giovani il sentimento dei problemi filosofici, con lo studio di qualcuno dei piu grandi filosofi dell'antichità classica. 5 GENTILE, La riforma della scuola media, nella "Rivista d'Italia," gennaio 1906, p. 21. 6 Le vedute di Platone e di Aristotile sugli inconvenienti di un insegnamento prematuro della filosofia, estr. dalla "Rivista di psicologia applicata alla pedagogia e alla psicopatologia," nov.-dic. 1907. 528 BibliotecaGino Bianco
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