Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di 1-i/orrna scolastica Alla fine del secondo anno gli alunni dovrebbero essere in grado di tradurre senza bisogno di vocabolario, con l'aiuto discreto del maestro, qualche raccolta di facili letture latine sul tipo del Vere novo di Giovanni Decia (Firenze, Bemporad, 1908). E sarebbe questo il programma del latino per il primo biennio classico. Nel secondo biennio noi impiegheremmo due sole ore settimanali negli esercizi di traduzione dell'italiano in latino, graduati secondo la difficoltà e complicazione delle regole grammaticali, e compilati sempre col criterio che debbano anche servire di veicolo a notizie storiche, mitologiche, archeologiche; e le altre cinque ore le spenderemmo tutte nel tradurre Cesare durante il terzo anno, e la maggior quantità possibile di Tito Livio nel quarto. 3 Tradurre, tradurre, tradurre. Ecco l'ufficio essenziale dell'insegnante di lingue classiche. Bisogna mettere gli alunni a tradurre al piu presto possibile; dove gli alunni capiscono subito e bene, è inutile fermarsi ad osservare gli ablativi assoluti e le costruzioni pregnanti; dove inciampano, ci si indugi quel tanto che è necessario per chiarire e superare la difficoltà; e poi avanti colla traduzione. Tradurre, badiamo bene, non alla carlona, pur di tradurre molto: uno dei fini o programmi della traduzione deve essere quello d'avvezzare gli alunni ad analizzare e approfondire i pensieri propri od altrui ed esprimerli in forma precisa; e questo fine non si può ottenere che con la traduzione meditata ed esatta. Di dieci voci latine, che hanno riscontro nell'italiano, piu della metà non corrispondono, quanto al senso, a quelle che da esse derivano e a cui morfologicamente somigliano, perc_hé nei secoli hanno o allargato o ristretto o altrimenti modificato il significato primitivo. E una traduzione ciabattona servirebbe solo ad avvezzare gli alunni alla indeterminatezza delle idee, all'imprecisione del linguaggio, e poiché tutto è connesso nel mondo dello spirito, ad una certa rilassatezza morale. Né v'ha contraddizione fra il tradurre bene e il tradur molto, quando il maestro sappia scegliere edizioni bene commentate dei testi classici; le quali non difettano; e migliori e piu numerose sarebbero, se ai buoni lavori non fossero in troppe scuole preferiti . . . , . . propno 1 pm catt1v1. Per lo studio del greco nel terzo e quarto anno, vorremmo che si seguisse anche da noi il metodo di alcune scuole tedesche, ove si incomincia a studiare non il dialetto attico, ma il dialetto erodoteo ed omerico, in modo che è possibile arrivare subito nel quarto corso a tradurre Erodoto, ben piu facile e piu interessante di Senofonte, il quale tutto compreso è un gran seccatore. E per agevolare e accelerare la lettura di Erodoto, noi 3 Nominando questi libri di testo ed autori noi non pensiamo che essi debbano essere imposti a tutti gl'insegnanti nell'ordine da noi preferito. Noi vogliamo solo delineare l'assetto e i gradi della Scuola classica come li concepiamo noi; e per rendere piu tangibile la nostra idea, diciamo quali libri adopereremmo e quali autori leggeremmo noi nella nostra scuola. Libero ogni insegnante di preferire altri libri ed altri autori, purché il programma o fine dell'insegnamento ad essi affidato sia raggiunto. 526 BibliotecaGino Bianco

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