La riforma della scuola media e d'altri simili malfattori. Il "ciceronianismo" sta bene nelle università per i futuri professori, a patto che questi se lo tengano tutto per sé: introdotto nelle scuole medie, è stato in questi ultimi trent'anni la causa principale del fallimento degli studt classici. Nel libro d'esercizi di traduzione dall'italiano in latino e dal latino in italiano, sul quale durante il primo biennio gli alunni dovrebbero apprendere opportunamente graduate le regole essenziali della grammatica - le eccezioni le noteranno in seguito nell'uso giornaliero - si dovrebbe evitare con somma cura, come si fa nelle Versioni e letture latine destinate alle classi ginnasiali di Kautzmann, Pfaff, e Schmidt tradotte e ridotte dal Decia (Firenze, Bemporad, 1906), che gli esercizi cadessero su proposizioni indipendenti per senso l'una dall'altra, il cui contenuto perciò non interessa l'alunno; ma tutte le proposizioni di un esercizio dovrebbero sempre riguardare un determinato argomento: per es. di mitologia, di biografia storica, di antichità pubbliche o private, ecc. E gli alunni dovrebbero imparare a memoria il maggior numero possibile di vocaboli. Inoltre occorrerebbe che gli esercizi grammaticali del primo biennio richiedessero l'uso di vocaboli che s'incontreranno anche nei testi del secondo biennio. Quasi tutti i libri d'esercizi sono oggi imbastiti con brevi proposizioni, per lo piu ridicolmente triviali ed insulse, che sembrano stupite di trovarsi l'una accanto all'altra, e quindi irrimediabilmente noiose; le quali richiedono, per giunta, l'uso di vocaboli scelti senza nessun riguardo agli studi successivi. Cosi'. si sperpera un tempo prezioso in esercitazioni puramente verbali e da cui gli alunni non traggono alcuna nozione veramente utile alla loro cultura. E quando sono dinanzi alle opere degli autori classici, privi dell'aiuto che viene al lavoro d'interpretazione del conoscere in precedenza i significati di molti vocaboli, oppure conoscendo una sola delle accezioni di un dato vocabolo, si sentono continuamente impacciati. Il vocabolario, che consultano male, data la loro inesperienza, li annoia, li stanca e accresce la confusione; il loro buon senso (se ne hanno) li dissuade dall'inserire nella versione il primo vocabolo pescato nel dizionario e che essi sentono sconveniente al senso generale della proposizione: ma non sapendo trovare di meglio, si scoraggiano, oppure accozzano le parole a caso tanto per fare qualcosa e dimostrare che il compito di scuola bene o male l'hanno fatto. Cosi'. l'esercizio di traduzione, che dovrebbe essere un ottimo strumento di formazione intellettuale, che dovrebbe educare l'alunno a riflettere, riflettere, riflettere, a non aprir bocca se non è sicuro di quel che dice, a confessare lealmente la propria ignoranza, piuttosto che rispondere a casaccio e dire sciocchezze, l'esercizio di traduzione diventa un esercizio di pappagallismo e di sfacciataggine, e la lettura dei classici, invece di affinare il cervello e il sentimento, li deforma e li corrompe. Dunque, si riduca la grammatica allo stretto necessario, e si chieda molto molto lessico, specialmente nei primi due anni. 525 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==