Problemi di riforma scolastica glio conosciamo per esservi stati educati e per l'opera di insegnanti che ad essa abbiamo data e diamo. I Al corso preparatorio non si dovrebbe essere ammessi prima dei nove anni compiuti; e per entrarvi bisognerebbe dar prova di sapere scrivere sotto dettatura senza gravi errori di ortografia, di sapere leggere correttamente e comprendere il senso del passo letto, di sapere risolvere per mezzo del calcolo scritto e mentale qualche problema assai semplice, che richieda la conoscenza delle quattro prime operazioni sui numeri interi. Il maestro elementare del corso preparatorio dovrebbe condurre gli alunni a scrivere senza errori di ortografia; a riassumere per iscritto o a voce il contenuto di una lettura adatta alla loro intelligenza; a compiere con discernimento l'analisi della proposizione; a risolvere per mezzo del calcolo scritto e mentale qualche facile problema, che richieda l'impiego delle quattro prime operazioni sui numeri decimali e sul sistema metrico. Un unico libro di lettura dovrebbe contenere, bene coordinati, tutti gli eserciz1 necessari per condurre gli alunni ai resultati prefissi. In esso, oltre alle poesie e prose dirette all'educazione morale dei fanciulli (biografie del risorgimento italiano, esemp1 di bontà, ecc. ecc.), dovrebbero avere larga parte le nozioni di scienze naturali, da cui il maestro dovrebbe prendere il destro per educare negli alunni lo spirito di osservazione esterna mediante l'insegnamento oggettivo. Nel corso preparatorio deve essere data una speciale cura agli eserciz1 di analisi logica, affinché gli alunni riescano a distinguere a prima vista diversi generi di complementi dissimulati spesso da un'unica preposizione, e ad impadronirsi sicuramente della pratica dei verbi. Le vere diffìGoltà del latino nei primi anni non derivano che dalla scarsa pratica fatta dagli alunni in questo genere di esercizt I quali non sono cosi: difficili, come si pensa, quando il maestro capisca che non si tratta di fare imparare a memoria le definizioni filosofi.che del nome, del verbo, dell'attivo, del passivo e via dicendo; ma solo d'avvezzare i fanciulli a distinguere empiricamente le forme e· le funzioni. Non diciamo che sia questo uno studio straordinariamente dilettevole: diciamo che è necessario; e un alunno, che non sappia osservare le forme, le concordanze, l'intreccio delle parti di una proposizione e delle proposizioni di un periodo, non può né studiare con profitto il latino, né afferrare bene il pensiero degli stessi autori italiani. Le nozioni grammaticali piu difficili gli alunni le conquisteranno stabilmente via via che procederà lo studio del latino e del greco; ma gli elementi piu semplici e piu generali di esse è necessario che precedano i rudimenti del latino, per rendere piu agevoli i primi passi. Una grande e inutile difficoltà si può eliminare in questo studio, fissando ufficialmente una terminologia grammaticale unica obbliga522 BibliotecaGino Bianco
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