La 1.j/orma della scuola media l'italiano apparirebbe senza dubbio opportuno coordinare quelli delle lingue classiche o delle lingue moderne, per ottenere col minimo sforzo i massimi risultati; e poi si coordinerebbero via via gli altri insegnamenti; e cosf prima o poi ci ritroveremmo da capo dinanzi a scuole di alta cultura classica, di alta cultura moderna, di media cultura, popolari superiori e inferiori: cioè avremmo a poco a poco risuscitati gli istituti dopo averli ammazzati. 26 E l'Italia non ha davvero bisogno di queste demolizioni di costruzioni e ricostruzioni di demolizioni. Certo gl'istituti con programmi organici premeditati non rispon,deranno mai appuntino a tutte le aspirazioni individuali di ciascuno dei loro alunni; e un istituto darà sempre piu del necessario agli uni e meno agli altri. Avviene per questo che le case regnanti e i miliardari non si servono delle scuole pubbliche, ma fanno compilare da persone competenti piani di studio speciali per i loro figli, ed affidano la esecuzione di questi piani ad insegnanti appositamente scelti: cioè organizzano istituti individuali, i quali non presentano gli inconvenienti degli istituti collettivi. Ma chi non è principe ereditario e non è miliardario, deve necessariamente adattarsi agl'inconvenienti delle scuole collettive, i cui programmi devono uniformarsi alle esigenze della media dei frequentatori. È un male necessario; al quale, per altro, non è difficile trovare nei limiti del possibile efficaci rimedi: 1) moltiplicando e specializzando i tipi scolastici, in modo che ciascun gruppo sociale trovi la scuola meglio adatta ai suoi bisogni e non sia costretto a rimescolarsi con altri gruppi in scuole uniche, le quali per servire a tutti non servirebbero a nessuno; 2) ordinando ciascun tipo di scuola in modo che, specialmente nel secondo grado delle scuole, l'insieme degli stud1 obbligatod non assorba tutto il lavoro scolastico ed extrascolastico degli alunni; ma resti sempre a questi un certo margine per stud1 personali liberi; 3) facendo in maniera che le classi non sieno popolate da un numero eccessivo di alunni, affinché il maestro possa badare meglio alle esigenze individuali di ciascuno . • 26 Si vedano a questo proposito le osservazioni del GENTILE, nei "Nuovi Doveri," I, pp. 77 sgg.; e PIAZZI, La scuola media e le classi dirigenti, pp. 118 e 315. / 509 BibliotecaGino Bianco
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