Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di ri/or'ma scolastica e meditato sui diritti e sui doveri del cittadino. La via di guarigione dell'organismo scolastico fu veduta o intravveduta da un pezzo: fin da quando, accanto al tradizionale istituto che, da allora in poi, per antitesi, si chiamò classico, si fondarono gl'istituti, che dovevano rispondere non tanto ai bisogni nuovi del pensiero, quanto ai bisogni delle nuove classi sociali, che erano venute alla conquista e al dominio del mondo. Ma per quanto gl'istituti si vogliano differenziare e moltiplicare tali tipi d'istituto, d'un numero necessariamente limitato, sarebbero pur sempre costruzioni sistematiche e convenzionali, che non corrisponderebbero ai bisogni reali della cultura e delle professioni e degli impieghi e delle industrie. In ciascuno di essi vi sarebbe piu o meno del necessario. E un alunno troverebbe in un tipo d'istltuto delle cattedre per lui soverchie, mentre vedrebbe in altri tipi d'istituto le cattedre a lui confacenti; presso a poco come oggi un alunno non potrebbe, se volesse, apprendere alle scuole nostre contemporaneamente il tedesco e il latino, il disegno e la filosofia, la ragioneria e il greco: materie che possono benissimo trovarsi insieme nelle innumerevoli combinazioni delle necessità della vita e dei desideri e delle inclinazioni dello spirito. E tipi d'istituti prosperi in una provincia sarebbero poco men che deserti in altre. Perché istituto significa sistema di studi rigido e fisso, mentre la cultura è in continuo progresso e trasformazione, e le professioni e gli impieghi e le industrie possono richiedere oggi degli studi che parevano inutili ieri, e lasciar da parte, come inutili, gli studi che fino ad ieri parevano indispensabili. Jlci-J,CG pat. Tutte le cose corrono e si muovono, e gli istituti restano. Tra gli istituti e la cultura, tra gli istituti e i bisogni professionali e industriali c'è dunque contraddizione. La scuola cristallizzata nelle forme immobili degli istituti, ecco che non segue e non seconda piu la dinamica delle cose, ma anzi la contrasta e le è d'inciampo. Essa non è piu la veste che si adatta ai movimenti del corpo sociale, ma è piuttosto una camicia di forza, che non la lascia gestire e camminare. Conviene dunque dare la massima elasticità al congegno scolastico, conviene che ciascun alunno che domanda alla scuola o le discipline della vita pratica o la soddisfazione delle idealità superiori dello spirito o la cultura necessaria a quello che si è proposto di essere un giorno nella vita, trovi nella scuola, per quanto è possibile, la soddisfazione di questi, che sono tra i desideri piu degni e piu onesti dell'uomo. Conviene in altre parole che lo Stato non imponga degli istituti a tipo fisso e con un determinato numero di discipline, ma offra delle cattedre da scegliersi dagli alunni. Conviene che ciascuno possa foggiarsi, a cosi dire, liberamente da sé quella cultura, che risponderà alle sue inclinazioni, alla sua capacità, a' suoi bisogni, alle sue necessità... Bisogna mirare ad una libera scelta e combinazione di cattedre sin dall'inizio dell'istruzione secondaria ... Io desidero, dunque, che ogni denominazione e sostanza d'istituti sia tolta. Lo Stato apre in ogni città tante cattedre, quante sono le materie attualmente insegnate: anche alcune di piu, come la· storia dell'arte, la storia delle letterature straniere, la storia della filosofi.a, i principi di scienze sociali, l'igiene. In breve, si avrebbe, in piccolo, una vera e propria universitas studiorum. Per le materie piu frequentate, massime nelle città grandi, ci potrebbero essere 2, 3, 4, 10 cattedre; partendo dalla norma che in una classe non dovrebbero stare piu di 20 alunni: che sono anche troppi. Invece le cattedre che, in un triennio, non fossero frequentate in media da piu di 10 alunni, dovrebbero esser soppresse, sempre, s'intende in quella città... S'intende che non essendoci istituti, non sarebbero rilasciati diplomi di licenza; sf certificati di frequenza e di profitto nelle tali e tali materie ... Ogni alunno potrebbe frequentare le materie che piu crede. Primo vantaggio. C'è una quantità di giovani che non possono ora fare né la scuola tecnica, né il ginnasio, e ai quali importerebbe di conoscere, p. es., il francese o il disegno o la meccanica. Si iscriverebbero in quella materia, ed alla fine del corso avrebbero il certificato di frequenza, e, se lo hanno meritato, di profitto. Notate bene. Massime nelle grandi cit506 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==