La riforma della scuola media co con una riforma generale immediata la scuola meno imperfetta, che in mezzo secolo di sforzi siamo riesciti ad elaborare; e da questa riforma proclama che la scuola uscirà rinvigorita, mentre l'applaudono tutti coloro che questa scuola vorrebbero distrutta, e gli contrastano tutti quelli che a questa scuola sono sinceramente - non osiamo dire, prudentemente - affezionati? Chi fece un peggiore esperimento in anima vile: l'on. Baccelli, che fondò i cos1 detti licei moderni in sei sole città, senza creare solidi gruppi d'interessi che difendessero la riforma anche se avesse dati, come diede, pessimi resultati, e lasciò cos1 libera la via per un ritorno all'antico; oppure l'on. Orlando, che introducendo a un tratto la opzione fra il greco e la matematica in tutti i licei, ha disorganizzata ovunque la scuola classica, ma ha creato intorno a questa assurda e immorale riforma un solido gruppo d'interessi, secondando la poltroneria degli alunni peggiori e l'egoismo delle famiglie? Che il disdegno olimpico per gli esperimenti in anima vile serva appunto a dissimulare il progetto di creare al piu presto intorno alla scuola unica senza latino gruppi d'interessi inconfessabili ma tenaci, i quali rendano impossibile il tornare indietro, anche se la riforma dovesse dare cattivi frutti? La scuola preparatoria triennale unica senza latino, a chi bene osservi, altro non è che il ,primo grado di una scuola di alta cultura moderna, dalla quale a cominciare dal quarto anno si staccano una o piu diramazioni di carattere classico piu o meno accentuato. Ora, o si vuole improv- , visare in quattro e quattr'otto la scuola moderna, raccattando tutti i camerieri d'albergo e i commessi viaggiatori andati a male, perché funzionino da insegnanti di lingue moderne; e in questo caso riconosciamo che il piu si tira dietro il meno, e noi non abbiamo nulla da ridire se si crede di potere con lo stesso sistema mettere su ovunque anche quella scuola unica, che è destinata a... rafforzare tutti gli studt O si ha un sentore, almeno lontano, della necessità di preparare insegnanti non del tutto incolti, prima di fondare le scuole moderne, e si intravvedono, almeno alla confusa, gli enormi ostacoli che impediscono la soluzione immediata di questo problema; e allora si comprenderà come sia bene rivolgere per ora tutti i nostri sforzi ad organizzare bene la scuola moderna, cominciando a istituirla in poche città con gl'insegnanti oggi disponibili, estendendola a poco a poco alle altre, correggendone e migliorandone gli ordinamenti come la prova dei primi esemplari avrà via via consigliato, calcolando che non ci vorrà meno d'una decina d'anni di lavoro intenso e metodico, prima che la scuola moderna si possa considerare definitivamente assestata, e prima che sieno condotte a termine tutte le altre riforme collaterali (scuole popolari superiori, istituti tecnici professionali, scuole normali maschili, riforme di metodi didattici, ecc.), senza cui non potrebbero bene funzionare né le scuole moderne, né le classiche, e neanche la ipotetica scuola preparatoria unica. Mentre si lavorerà alla istituzione delle scuole moderne, nulla vieta che ad alcune delle nuove scuole si annettano in via di 503 BibliotecaGino Bianco
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