Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica per quanto la confessione possa riescir poco lusinghiera pel nostro amor proprio, che messici al lavoro per conto nostro e con le migliori speranze, non siamo riusciti a risolvere in modo soddisfacente il problema. Altri avrà forse piu fortuna di noi11 ; ma per quanto belle e convmcenti possano apparire sulla carta le soluzioni escogitate, questo noi affermiamo con sicura coscienza: che non è lecito posticipare ad un tratto in tutte le scuole l'insegnamento del latino, prima che la esperienza abbia t. dimostrata la reale utilità della riforma. "Nessun rivolgimento," ripetiamo col Ricchieri, "né mutamento radicale e improvviso, che dall'oggi al domani cambi e distrugga l'ordinamento dei nostri stud1 ma la istituzione di tipi nuovi di scuole e il loro esperimento, serio, vigilato, studiato nei suoi effetti e col confronto dei risultati, i quali non sarebbero conclusivi, se l'esperimento non fosse per un tempo abbastanza lungo e per un numero dibattito si accese fin dalle prime adunanze della sotto-comm1ss1one, e piu si fece acuto quando il prof. Puntoni presentò i programmi delle due materie dichiarando che egli non ne credeva possibile il pieno e fruttuoso svolgimento nell'istituto classico ridotto a soli cinque anni. Dopo lunghe discussioni, nella seduta del 26 aprile, quattro dei commissari contro tre, assente il comm. Fiorini, si dichiararono convinti delle insuperabili difficoltà che presenta il tentativo di ridurre l'insegnamento del greco e del latino entro i limiti di un liceo quinquennale basato sopra una scuola triennale senza latino, comune, come primo grado preparatorio agli altri due nuovi tipi del liceo. I commissari, che hanno accettato i programmi e le conclusioni del prof. Puntoni, opinano che, rispetto all'istruzione classica, la Commissione reale debba in qualche modo tornare sopra le sue prime decisioni e coraggiosamente modificarle. D'altra parte altri commissari sostengono che le difficoltà accennate possono essere benissimo risolute. Esse riguardano l'insegnamento del greco e non veramente quello del latino, il quale verrebbe ad essere senza difficoltà svolto in cinque anni. I commissari dissenzienti sono convinti che, con un metodo d'insegnamento diverso da quello attualmente in uso e in parte anche da quello proposto, si possa riuscire in quattro anni ad ottenere molto maggior profitto che oggi non si ottenga in cinque, e si possa rendere effettivamente fecondo lo studio del greco." Secondo il "Giornale d'Italia" del 31 luglio, nella Commissione plenaria, in seguito alle buone ragioni addotte dai tre commissari che avevano votato per il liceo classico di cinque anni contro gli altri commissari, capitanati dal Puntoni, che avrebbero voluto fosse dei sei, perché ritenevano impossibile insegnare il greco e il latino rispettivamente in quattro e in cinque anni, "il prof. Puntoni si convinse della praticità del primo disegno ed accettò l'incarico di redigere i programmi pel nuovo liceo." 17 Un punto, che occorre tener sempre fermo senza transazioni nell'ordinare le diverse Sezioni del corso superiore, è che le classi di esse devono essere del tutto distinte l'una dall'altra. Anche se qualche materia insegnata nelle diverse Sezioni, per esempio l'italiano o la storia, dovesse avere la stessa quantità di ore in alcune o in tutte le classi delle due Sezioni, e anche se lo stesso insegnante dovesse impartire lo stesso insegnamento nelle diverse Sezioni, si dovrebbe sempre resistere alla tentazione di fare economia, riunendo in un'unica classe per l'insegnamento comune le due scolaresche. Questo sistema - osservava il Cesca nel 1903, poco dopo che un errore di tal genere era stato commesso in Francia con la riforma del 1902 - questo sistema "non riesce che a peggiorare le condizioni dell'insegnamento e a togliergli ogni valore educativo. Le singole materie non possono essere <;tudiate isolate, ma ognuna deve tenersi in stretta relazione con tutte le altre in modo da ottenere la coordinazione e la concentrazione degli studi, le quali sole favoriscono il pieno sviluppo intellettuale e morale dei giovani e permettono di raggiungere il fine etico dell'istruzione. Nei corsi comuni a piu sezioni tutto ciò non si può ottenere; perché le conoscenze dei singoli alunni sono diverse in qualità e quantità, il professore non solo non può trovare i mezzi necessari tra la sua materia e le altre, ma è costretto a fare delle lezioni che non riescono egualmente comprensibili a tutti gli uditori, oppure deve perdere molto tempo per spiegare agli uni ciò che è ben noto agli altri, il che rende questi ultimi disattenti o svogliati." (Il nuovo ordinamento della scuola secondaria in Francia, estr. dal "Caronda," rivista di pedagogia e scienze ausiliarie, Acireale, Tip. Sara Danzato, 1903.) E la inchiesta promossa dalla "Revue universitaire" nel 1906 ha confermate le previsioni pessimiste del Cesca, rivelando come gli studi delle materie speciali a ciascuna sezione vadano abbastanza bene, mentre negli studi comuni e specialmente in quello del francese si deve lamentare un regresso notevole (Enquéte sur le boccalauréat, 15 gennaio 1907, pp. 20-2). Cfr. per i danni, che soffre l'insegnamento della storia la Conference du Musée pédagogique, 1907: L'enseignement d'histoire par MM. Seignobos, Langlois etc., Paris, Imprimerie nationale, 1907, p. 145. Non si deve poi dimenticare che gli stessi motivi, i quali valgono contro il francese e a favore dell'inglese nella scuola moderna, valgono anche per la scuola triennale unica senza latino. 500 BibliotecaGino Bianco

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