Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media perché ci sembrava che la posticipazione del latino e quindi anche del greco non dovesse impedire una solida organizzazione degli studt classici nel grado superiore della scuola. Eravamo, però, fino d'allora risolutamente avversi a una riforma generale immediata; e reputavamo che prima di sconvolgere da cima a fondo in tutte le scuole lo studio delle lingue classiche, fosse necessario istituire non piu di quattro o cinque scuole secondo il nuovo modello, e uniformare a questo le vecchie scuole solo dopo che la esperienza avesse dimostrato che nel cambio c'era qualcosa da guadagnare. Col procedere dei nostri studt, noi ci siamo dapprima convinti che senza la perfetta equiparazione delle licenze finali della scuola classica e della scuola moderna nessuna seria riforma è possibile: e cos1 è caduta la ragione fondamentale che ci induceva a desiderare fra la scuola classica e la scuola moderna un fondamento triennale comune. Quando, poi, ci siamo messi a studiare in che modo potrebbero organizzarsi gli studt di latino e greco in una scuola classica di cinque anni preceduta da tre anni senza latino, abbiamo dovuto riconoscere in tutta la sua estensione la difficoltà dell'impresa. "Nei cinque anni posteriori alla vostra scuola unica," ci chiedeva il prof. Vitelli, allorché, facendo parte con noi della Commissione reale per la riforma della scuola media, discuteva con noi amichevolmente questo argomento; e ripeté in pubblico la domanda sul Marzocco15 del 14 ottobre 1906, "nei cinque anni posteriori alla vostra scuola unica, quale altro insegnamento, fra quelli che ora si dànno nel Ginnasio superiore e nel Liceo, sarà soppresso o attenuato? Quello di matematica? no; di italiano? no; di storia? no; di scienze naturali? no; di fisica? no; di filosofia? no. Ebbene, con tutto questo ben di Dio, vi crederò quando mi direte che il classicismo andrà in rovina; ma concedetemi di non credere quando, con cos1 balda sicurezza, mi promettete d'irrobustirlo." Il prof. Vitelli si divise da noi e noi ci dividemmo dopo di lui dalla Commissione reale, prima che fossimo chiamati a dare a queste domande risposte concrete. Da ciò che pubblicarono i giornali nell'estate del 1907, sembra che la Commissione reale, messa di fronte al problema, ne sia rimasta a lungo impacciata e alla fine se la sia cavata con... la riforma dei metodi didattici. 16 Quanto a noi, ci sentiamo in debito di confessare. 15 Nel "Marzocco" del 14 ottobre 1906 venne pubblicata una lettera al Direttore di G. Vitelli sotto il titolo: "Replica ai fautori della scuola unica." La lettera del Vitelli era datata da Santa Croce del Sannio, 8 ottobre 1906. [N.d.C.] 16 "Giornale d'Italia " 30 luglio 1907: "Le difficoltà gravissime e i dissensi sorsero nel. lavoro della sotto-commissione a cagione del complesso problema che presenta la tanto intricata riforma dell'istruzione classica. Per il nuovo liceo quinquennale, che dovrebbe seguire al ginnasio triennale senza latino si discussero e trattarono i programmi e i metodi d'insegnamento per l'italiano, la storia, Ìa filosofia, la geografia, le scienze naturali e la matematica. Per le ~ue materie fondamentali, invece, il greco e il latino, il tentativo della sotto-commissione, proseguito con discussioni e studi diligentissimi, non ebbe esito felice, anzi generò gravi dubbiezze. Riconobbero d'accordo i commissari che l'insegnamento del greco non può cominciarsi contemporaneamente a quello del latino, ma almeno un anno dopo. Mantenuti gli orari nei limiti ragionevoli, ridotti a piu giusta praticità i metodi dell'insegnamento iniziale ... , stabilito l?ur~ che yer una par~e la metrica per l'altra la storia delle due letterature devono essere elementi d1 studio da trattarsi occasionalmente in sussidio della letteratura dei testi, si dovette esaminare quanta estensione di materia necessaria possa capire nel quinquennio del latino, nel quadriennio del greco. Intorno a ciò il 499 BibliotecaGino Bianco

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