Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica sticipare il latino - assai meno difficile in Italia che in Germania - dai 10 ai 13 anni; la lingua moderna, che s'insegnerebbe in essa, qualunque essa fosse, inglese, tedesco o francese, non ,potrebbe agevolare in nessun modo ai nostri alunni lo studio successivo del latino e allo studio del latino e del greco rimarrebbero liberi nel grado superiore della scuola non sei, ma cinque soli anni: cioè, mentre nelle scuole riformate tedesche il latino si studia con grande intensità nel quarto e nel quinto anno (10 ore settimanali), e nel sesto anno si inizia il greco, nelle nuove scuole italiane, invece, il latino potrebbe avere per sé un largo orario durante un solo anno, il quarto, e presto sarebbe raggiunto dal greco, salvo che non si volesse fare la burletta di confinare il greco negli ultimi tre anni sempre con lo scopo di... rinforzarlo. Ora nella scuola media lo studio delle lingue classiche non si fa - o almeno non si dovrebbe fare - per il semplice gusto di imparare le declinazioni e i piu che perfetti: esso non può essere che il primo passo, non facile e non divertente purtroppo, ma necessario, per giungere a leggere e gustare nei testi originali alcuni grandi scrittori; e una scuola classica, la quale non assicurasse liberi a queste letture almeno gli ultimi quattro anni pel latino e gli ultimi tre per il greco, verrebbe meno al suo scopo educativo, e isterilirebbe anche l'insegnamento grammaticale, come purtroppo accade in molte delle scuole classiche attuali. Ora se dal quinto anno in poi si vogliono far leggere gli autori latini, senza che ci sia piu bisogno di attardarsi in esercitazioni grammaticali, ma volgendo l'attenzione dell'alunno principalmente al pensiero e ai pregi della forma, occorrerebbe che nella scuola riformata italiana un anno solo di latino ottenesse i frutti che non si ottengono oggi in quattro anni di Ginnasio. È questo possibile? Una riforma di tal genere rafforzerà davvero gli studt classici, o non li dissanguerà del tutto e senza rimedio? La riforma dei metodi didattici (si dice) produrrà il miracolo di far che basti un anno a quel compito, cui prima non bastavano quattro. Bisognerebbe vederla alla prova questa riforma dei metodi didattici: intanto, lo scetticismo è lecito; né è cosa seria far dipendere i buoni risultati di una riforma, non dalle capacità intrinseche della innovazione in sé, ma da quelle di un'altra riforma, di cui nessuno ha visto ancora neanche i principt e della quale nulla sappiamo tranne i vanti verbosi del metodo diretto e delle letture immediate che mettono intuitivamente l'alunno in contatto colla sapienza greca e latina, e tranne le solite invettive contro le "quisquiglie grammaticali." Allorché iniziammo gli studt, che ci hanno condotto alla compilazione del presente volume, noi avevamo per la scuola unica preparatoria simpatie assai vive, perché non eravamo ancora giunti all'idea che si potessero attribuire identici valori alle licenze finali di tutte le scuole di alta cultura, classiche e moderne, e che si potessero mediante gl'insegnamenti complementari facoltativi facilitare i passaggi dall'una all'altra scuola; e 498 BibliotecaGino Bianco

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