Problemi di riforma scolastica stinti." E noi rispondiamo che queste economie si otterrebbero in quelle sole città, in cui gli alunni del primo triennio della Scuola classica e quelli del primo triennio della Scuola moderna fossero cosf scarsi, che messi insieme non raggiungerebbero il numero oltre il quale occorrerebbe sdop• piare le classi: numero che oggi è di quaranta, ma che non dovrebbe essere a nessun patto nelle scuole medie inferiori superiore a venti. Ora, quando fosse fissato a venti il massimo degli alunni di ciascuna classe, è evidente che quelle città le quali non riescissero a dare complessivamente almeno venti alunni a ciascun anno delle due Scuole di alta cultura, invece di avere la Scuola unica, dovrebbero perdere senz'altro entrambe le scuole. Per chiarire bene la nostra idea, prendiamo alcuni casi determinati. In provincia di Cuneo, secondo le statistiche del 1904-5, 1 Ginnasi inferiori e le Scuole tecniche erano frequentati come segue: Alunni iscritti Alunni iscritti nei Ginnasi inferiori nelle Scuole tecniche II III II Ili Ceva 5 7 Cherasco 7 9 3 Savigliano 7 6 5 28 21 21 Bra 9 7 3 49 36 20 Mondovi 9 8 9 47 39 16 Alba 8 10 19 27 22 18 Fossano 10 5 12 49 37 17 Saluzzo 15 10 9 43 40 19 Cuneo 17 12 18 83 52 28 È evidente che né per Ceva né per Cherasco è il caso di parlare di scuola unica o plurima: il Ginnasio in queste città va soppresso sen- ~'altro, e in suo luogo va istituita una scuola popolare superiore. Gli alunni dei Ginnasi soppressi di Ceva e di Cherasco andranno a finire parte nelle nuove Scuole popolari superiori, parte nelle Scuole d'alta cultura delle città vicine, le quali vedranno aumentate le loro scolaresche coi nuovi venuti. Ma anche altri Ginnasi andrebbero soppressi in provincia di Cuneo: perché né a Savigliano, né a Mondovf sarebbe possibile mettere insieme venti alunni per classe con le scolaresche attuali dei Ginnasi e con quegli alunni che vanno alle Tecniche per passare poi alla Sezione fisico-matematica: alunni che si possono calcolare essere non piu dell~ ottava parte di coloro che frequentano la Scuola tecnica.11 Le sole città, pertanto, che dovrebbero avere Scuole di alta cultura, sono Alba, Fossano, Saluzzo, Cuneo. Supponiamo ora che la Scuola di alta cultura non si divida fino da principio in Scuola moderna e Scuola classica, ma che le due se11 Infatti la metà dei licenziati della Tecnica passa all'Istituto, e un quarto degli alunni dell'ultimo corso dell'Istituto è iscritto alla Sezione fisico-matematica. Moltiplicando ½ X ¼ si ha all'ingrosso il numero degli alunni di Scuola tecnica destinati all'alta cultura. 494 BiblioteGaGino Bianco
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