Problemi di ri/orma scolastica en nom de souvenirs inccrtains ou en vue d'espéranccs fallacicuscs. Surtout on se décide pour le plus facile! Mais si on a opté pour B, et que la vocation scientifique ne s'eveille pas, on est pourtant condamné a six ans de travaux forcés scientifiqucs. Puis vienne la quatrième. 8 Fera-t-on du grec? · On le choisit assez-souvent. Le grec (qui l'eut cru?) ne passe-t-il pas aux yeux des écoliers d'aujourd'hui pour la route la plus commode vers le baccalauréat et le comble de la facilité? Mais attendons la suite! Au lycée d'Aurillac, en quatrième, douze élèves étaient inscrits pour l'étude du grcc, le premier octobre 1905. Aucun d'eux ne continue plus le premier octobre 1906. Voilà du temps bien employé. Mais ce n'est encore rien. Après la troisième, il faut choisir entre quatre voics. Les uns n'ont pas, hélas! l'embarras du choix, et perxistent dans des vois où ils ne reussissent pas, par force d'inertie, par manque d'études anterieures leur permettant une autre diréction; les autres choisissent encore au petit bonheur, au hasard, nous dit le proviseur Richard. Souvent alors, pendant !es deux dernières années, commence un chassécroisé d'élèves changeant de section, allant de C en D, de B en A, de C en B. Il n'est sans doute pas de changement de direction, dont on n'ait quelque exemple. Qu'on se demande si cette situation est favorablc aux études. Lequel vaut mieux pour une classe, un élève qui parsiste dans son errcur, ou un élève qui l'a reparée en venant d'ailleurs? dans les deux cas, il y a bien des chances pour que cet élève soit un poid mort. Per avere una idea precisa di questo sistema e non attribuirne tutti i mali - che sarebbe ingiusto - al fatto delle opzioni, bisogna ricordare che in Francia non vi sono esami di promozione lungo il corso degli stud1, e gli alunni proseguono liberamente da una classe all'altra, salvo a inciampare alla fine nelle prove enciclopediche e faticosissime del baccellierato. Inoltre nel primo ciclo del sistema francese le Sezioni A e B non hanno quegli stud1 complementari facoltativi, su cui noi facciamo assegnamento per facilitare nei limiti del possibile agli alunni, che si sieno provati con esito non felice in una sezione, di riprovarsi nella sezione parallela. Ma comunque si giudichi il sistema francese, questo è certo, che in esso le vocazioni se non si rivelano a 10 anni, non si . 1 d 1 ' d " b ' 119 E ' d . F . nve ano nemmeno opo a cosi etta pu erta. senz an are m rancia, la esperienza di tutti noi ci dice che le vocazioni sono rarissime anche a 18 anni; e la stessa scelta degli stud1 universitad è fatta molto spesso indipendentemente dalle cos1 dette vocazioni; e nella medesima facoltà universitaria la scelta di un gruppo di stud1 a preferenza di un altro non avviene in molti casi se non dopo lunghe incertezze, e proprio quandG occorre ad ogni patto decidersi a scegliere il tema della tesi di laurea, se non si vuol perdere un anno. 10 I settatori della scuola unica cadono in una bene strana illusione, allorché sperano che l'alunno possa, a tredici o quattordici anni, scegliere la sua via piu risolutamente che a dieci. La scelta - giova ripeterlo ancora una volta - è stata sempre e· sarà 8 Corrisponde alla nostra 3a ginnasiale. 9 Se veramente la pubertà servisse a maturare le vocazioni, la scuola unica non dovrebbe durare tre soli anni, cioè appena fino ai 13 anni, quando la crisi della crescenza è appena iniziata, ma dovrebbe durare almeno cinque anni; e la scelta degli studi secondo la pretesa vocazione dovrebbe farsi a quindici anni, dopo che la crisi fosse stata oltrepassata. Per la scuola unica di tre anni, insomma, non vale in nessun modo la faccenda della pubertà. 10 Si vedano a questo proposito le osservazioni del CoLOZZA, Errori e pericoli degli stud2 elettivi, Napoli, Pietro, 1906. 492 BibliotecaGino Bianco
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