Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La .riforma della scuola media strato sociale; e perciò non potrebbe produrre con siffatta convivenza triennale nessuna di quelle "armonie sociali," per cui è rimasto famoso nella storia delle dottrine economiche il nome di Federico Bastiat. "È male," si continua, "costringere i genitori a scegliere la futura professione de' loro figli, quando questi hanno appena dieci anni; e perciò è necessario che la scelta avvenga alcuni anni dopo." Chi adduce quest'argomento, o deve volere una unica scuola di alta cultura di otto anni preparatoria per tutti gli stud1 universitad, la quale tolga davvero alle famiglie benestanti ogni obbligo di pensare all'avvenire dei loro figli - anche questa è, secondo l'egoismo borghese, una "necessità sociale"! - e deve perciò volere o la distruzione dell'attuale Liceo-Ginnasio, se è modernista, o la distruzione della Sezione fisico-matematica, se è classicista, o la distruzione di tutte e due e la creazione di una scuola nuovo stile, se è... avvenirista; oppure, se ammette la necessità di diversi tipi di scuole d'alta cultura, deve volere che queste scuole sieno differenziate secondo il criterio professionale in maniera cosi profonda, che le loro licenze non possano ammettere se non a determinate scuole universitarie ed escludere dalle altre: in questo caso la scuola preparatoria unica di tre anni servirebbe appunto a prorogare dai 10 ai 13 anni la scelta della scuola di secondo grado e della professione relativa. 2 Ma una specificazione cosi profonda e cosi professionale della Scuola d'alta cultura è - come abbiamo spiegato a suo tempo - da respingere come contraria al carattere largamente educativo e disinteressato che tutti gli stud1 debbono avere in qualunque Scuola preparatoria per gli stud1 universitart Eppoi, se le famiglie non hanno nessuna possibilità di decidere a quale studio universitario i loro figli decenni debbono dedicarsi fra otto anni, questa possibilità la acquisteranno forse esse quando i bambini sieno giunto a 13 anni? È certo un male oggi che il nostro sistema scolastico obblighi le famiglie a scegliere, quando i loro figli hanno appena dieci anni, o la Scuola classica, che lascia ai giovani fino ai 18 anni una assoluta libertà di opzione fra tutte le professioni superiori, ma non consente ad essi , di divergere via facendo verso stud1 di minore durata e piu utilitari; oppure la Scuola tecnica e la Sezione fisico-matematica, le quali consentono bensi le diversioni verso le Sezioni professionali dell'Istituto, ma obbligano i loro alunni a rinunciare fino dai dieci anni agli stud1 universitad di medicina, di legge, di lettere e filosofia.3 Ma questo male si 2 Chi ammette che le molteplici scuole di alta cultura debbono avere eguali diritti per l'ammissione a tutte le Scuole universitarie, non ha logicamente nessun motivo di chiedere la scuola preparatoria unica con l'argomento della scelta della professione: avrà altre ragioni buone per sostenere la· sua idea, ma questa non vale. Eppure non mancano teste illogiche le quali riconoscono la necessità di non dare carattere professionale alle Sezioni di secondo grado della scuola progettata e vogliono attribuire alle licenze di tutte le Sezioni eguali diritti; ma sostengono nello stes;o tempo la scuola preparatoria unica con la necessità di... prorogare dai 10 ai 13 anni la scelta della professione! 3 Messi di fronte a siffatto sistema scolastico, gl'insegnanti che hanno risposto al Questionario della Commissione Reale, hanno sentito chiaramente la necessità di un nuovo sistema, che evitasse una scelta cosi irragionevolmente prematura dei futuri stud1 universitari. Ma i piu, non 489 BibliotecaGino Bianco

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