La riforma della scuola media menti complementari. E la compagine degl'insegnamenti fondamentali sarebbe data dalla lingua e letteratura nazionale; dalla storia della civiltà, delle idee educative e degli ordinamenti scolastici elementari nei secoli XVIII e XIX; dalla storia del Risorgimento -italiano, che offre a un maestro elementare in numero sovrabbondante i casi di gesta eroiche accessibili alla intelligenza dei bambini, senza che ci sia bisogno di risalire a Pietro Micca e a Muzio Scevola; dal disegno; dalle scienze matematiche, fisiche e naturali. · Anche fra i licenziati da questo triennio si dovrebbe bandire ogni anno un concorso a premio in denaro, per dare modo ai migliori di completare in corsi privati la loro cultura e passare alle scuole universitarie. Nell'ultimo biennio professionale, finalmente, si concentrerebbero gl'insegnamenti professionali (psicologia, logica, etica, metodologia dei singoli insegnamenti, legislazione scolastica, ecc.) e le esercitazioni di tirocinio. E occorrerebbe dividere questo biennio in sezioni, secondo che si vogliano preparare maestri per la Scuola elementare, o maestri per la Scuola popolare inferiore (V e VI), o maestri per i Corsi preparatod alle Scuole d'alta cultura, di cui abbiamo parlato nell'ultimo paragrafo del capitolo precedente. Delle quali sezioni la prima sarebbe opportunissima per gli alunni che avessero studiato il latino; la seconda per quelli della Scuola popolare superiore; la terza per gli alunni provenienti dalla Scuola moderna. E alle dette Sezioni si potrebbe forse utilmente aggiungere una quarta per la preparazione degli istitutori di convitti nazionali. Ma (lo ripetiamo) queste sono particolarità da lasciarsi a chi in fatto di istruzione magistrale abbia maggiore competenza di quella, scarsissima purtroppo, che abbiamo noi. Il punto che solo occorre tener fermo e che deve essere comunque rispettato, è che il secondo triennio sia organizzato in modo da non respingere da sé quegli alunni della Scuola popolare superiore che avessero la capacità di elevarsi all'ufficio di maestro elementare, e quegli alunni della Scuola classica o moderna che dopo avere provato il greco o il tedesco nel terzo anno reputassero opportuno deviare. Inoltre non si deve dimenticare che le Scuole normali maschili devono essere moltiplicate in maniera da soddisfare a tutti i bisogni delle nostre scuole elementari e popolari inferiori, e distribuite in modo che non si abbia, come oggi, nessuna scuola in Calabria, e una scuola ogni 306 mila abitanti nell'Umbria, e una ogni 2.379 mila nell'Emilia. 22 Bisogna a questo proposito convincersi che, come prima si costruiscono le ferrovie e poi vengono le merci e deve passare un certo numero di anni prima che il 22 CASTELLI, Le scuole compl. e norm., p. 25. La distribuzione può per queste scuole essere fatta col criterio della popolazione; e forse una scuola ogni 400 mila abitanti - questa è la proporzione media delle Scuole normali femminili (op. cit., p. 25), le quali sono anche distribuite abbastanza equamente fra le diverse regioni - sarebbe sufficiente ai bisogni attuali del paese. Le nuove Scuole normali maschili dovrebbero fondarsi di preferenza in quelle città, che perdessero due o piu divisioni della scuola d'alta cultura: cosi gl'interessi e le vanità locali non sarebbero danneggiati e non costituirebbero un inciampo contro la riforma. 485 BibliotecaGino Bianco
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