La rifo1·ma della scuola media A questa scolaresca cos1 sapientemente raccolta, la Scuola Normale ingozza in tre anni tutta la "cultura generale dell'uomo e del cittadino." Per esempio, il programma di lingua e lettere italiane, oltre ai precetti letterari con cui s'insegna non ai futuri maestri elementari ma ai futuri scrittori di poemi epici e di tragedie in che modo dovranno far piangere e soprattutto far ridere i lettori e gli spettatori, impone la lettura e il commento dei piu bei canti dell'Inferno, del Purgatorio, del Paradiso, di prose e di poesie toscane dei secoli XIII e XIV, dell'Orlando Furios0t, della Gerusalemme liberata, "di almeno un libro delle Storie fiorentine del Machiavelli," di episodi dei poemi omerici e dell'Eneide, di una commedia del Goldoni, di una tragedia dell'Alfieri, di prose e _poesiedei secoli XVIII e XIX, di un'opera di prosatore moderno: e scusate se è poco. Quanto alla storia, i maestri elementari hanno il dovere di conoscere "senza soverchia abbondanza di particolari" (meno male) la storia politica degli egiziani, assiri, babilonesi, fenici, ebrei, medi, persiani, indiani; ma devono essere eruditi "piu a lungo" (ahimè!) sulle istituzioni sociali, politiche e militari, le industrie, i commerci, la letteratura, ecc. (sic) "ed in particolar modo sull'ordinamento della famiglia e sugli istituti da cui era governata l'educazione dei giovani" presso i suddetti popoli, che tanti vincoli hanno, come è noto a tutti, colla società moderna; e poi viene la infinita processione dei greci, dei romani, dei barbari, dei carolingi, e cosf di seguito per tutti i secoli dei secoli. E solo nei ritagli di tempo il programma si ricorda che "l'uomo e il cittadino" dovrà fare il mestiere del maestro elementare; ed assegna in 92 ore complessive di lezioni per tutto il triennio, otto ore alla pedagogia e sei al tirocinio pratico nelle scuole elemen tari.16 Il frutto di questa deliziosa organizzazione è stato che nel 1899, allorché si band1 una gara fra i licenziati d'onore delle Scuole normali maschili su un tema scritto di pedagogia, non fu possibile assegnare a nessuno di questi licenziati d'onore né la medaglia d'oro, né quella d'argento, né quella di bronzo; e uno solo riesd a strappare la menzione onorevole. Nella maggior parte dei lavori - dice la relazione - la Commissione ha notato povertà o falsità di concetti psicologici; nessuno o scarso l'ordine logico; ignoranza della storia antica e moderna, della scienza e dell'arte dell'umana educazione; improprietà di lingua, stile nebuloso, non vero o naturale; giudizi malsicuri od eccessivi e privi di ogni dimostrazione: a dir breve quasi nessun'arte di ben concepire e ritrarre le cose, di scrivere in modo sobrio, chiaro, ordinato, efficace, e con spontaneità e naturalezza d'idioma. 17 16 Quale umoristico ammasso di scemenze, sia, poi, il programma di pedagogia, si può vedere dalla critica argutissima, che ne ha fatta il LOMBARDO-RADICE a pp. 75 sgg. degli Studi sulla scuola secondaria. 11 "Bollettino," 1900, pp. 139-40. Le donne dettero meno deplorevoli risultati; e giustamente la Commissione giudicatrice domandava: "L'abolizione delle classi complementari o preparatorie alla normale maschile non potrebbe esser una delle cagioni di questa inferiorità?"; e affermava la necessità che la Scuola normale fosse "vera scuola pedagogica e professionale" e non dovesse "servire altresi alla cultura generale secondaria." Il dogmatismo, il pappagallismo, la incapacità assoluta ad osservare ed a pensare· con la propria testa che la Scuola normale produce 483 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==