La rifo,wa della scuola media tuali Sezioni altre si debbano aggiungere, diranno con maggiore autorità di noi le persone pratiche di istruzione professionale. Due Sezioni nuove sembra a noi - per quanto la nostra opinione possa valere - si debbano al piu presto accompagnare alle antiche: una per la farmacia, mediante la quale sieno distratti dal Liceo e dall'Università tutti quegli alunni che aspirano non ad ottenere la laurea in chimica, ma ad essere autorizzati al commercio minuto e alla manipolazione empirica dei medicinali; e un'altra per la preparazione dei segretad dei piccoli Comuni, costretti oggi anch'essi a passare sotto le forche caudine della eterna licenza liceale. La Sezione di ragioneria e commercio dovrebbe limitarsi a preparare i soli ragionieri per le amministrazioni pubbliche e private. Chi deve darsi al commercio ha bisogno di cognizioni molto diverse da quelle del ragioniere: deve essere capace di dedurre dalle condizioni d'oggi quelle di domani; deve saper osservare i fenomeni commerciali, economici, sociali e trarne suggerimenti per le sue iniziative; deve sapere uscire dalla stretta cerchia delle solite operazioni quotidiane e aggiungere nuove fonti e nuovi sbocchi alla propria attività commerciale: la professione del commerciante, insomma, è eminentemente dinamica. Quella del ragioniere, invece,, è statica: il ragioniere, sia d'uffici pubblici, sia d'amministrazioni private, deve seguire diligentemente le norme della legalità e della regolarità, adattare le leggi del controllo ai bisogni e alle condizioni delle piu disparate aziende, vigilare e frenare- coi dati matematici i movimenti economici delle imprese a cui è addetto, deve saper ricostruire storicamente e criticamente tutto il passato di un organismo finanziario. Un commerciante non ha bisogno né di tutta la ragioneria teorica, né di tutta la ragioneria pubblica, né di tutta la ragioneria professionale, né di tutto il diritto amministrativo, né di tutta la scienza delle finanze, che si insegna oggi nell'Istituto: avrebbe bisogno, invece, della geografia commerciale, della legislazione doganale e ferroviaria, della merceologia, della pratica-commerciale (banco-modello), che non si insegnano affatto. Per il ragioniere le lingue straniere, quando non sieno strumento di educazione intellettuale, sono un lusso; per il commerciante sono un indispensabile ferro del mestiere. Per il ragioniere l'attuale computisteria (aritmetica commerciale e finanziaria) dovrebbe essere estesa, comprendendovi la matematica attuariale; per il commerciante l'attuale computisteria è eccessiva, perché i calcoli relativi agli interessi composti, alle annualità, alle rendite, non hanno per lui quasi nessuna importanza. La istituzione delle Scuole medie di commercio è derivata in questi ultimi anni appunto dalla parte insuffi-- ciente fatta alla preparazione commerciale nella Sezione di ragioneria. Anche la Sezione di agrimensura dovrebbe circoscrivere, meglio che non faccia ora, il suo còmpito a preparare geometri, restando affidato alle Scuole speciali d'agricoltura e alle Sezioni agronomiche degl'Istituti l'ufficio della vera e propria istruzione media agraria. Al qual proposito ci si consenta di osservare che forse sarebbe bene trasformare in vere e pro479 BibliotecaGino Bianco ·
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