Problemi di riforma scolastica ne di paragone necessario a una logica scelta, formassero la media essi in massa, buoni e catt1v1. Nel triennio successivo, gli alunni provenienti dal corso preparatorio continuerebbero lo studio dell'italiano, dell'inglese e della matematica; e farebbero nuovi studi di francese, storia moderna (rivoluzione francese e Risorgimento italiano), economia politica, storia naturale, fisica. Gli alunni provenienti dalla Scuola moderna incomincerebbero anch'essi lo studio del francese, della storia moderna, dell'economia politica, della storia naturale, della fisica; e continuerebbero l'italiano, la matematica, l'inglese; salvo che avendo studiato nei primi anni della Scuola moderna il latino facoltativo, non preferissero continuare questo studio invece che quello dell'inglese, o non preferissero continuarli entrambi. Gli alunni provenienti dalla Scuola classica continuerebbero, invece, il latino; salvo che avendo già studiato come lingua facoltativa l'inglese, amassero continuare questa lingua invece del latino o continuarle entrambe. E quando noi stabilissimo che nella Scuola popolare superiore l'inglese debba sempre essere insegnato, sia come materia obbligatoria, sia come materia facoltativa,6 il passaggio dalla Scuola popolare superiore all'Istituto tecnico verrebbe molto agevolato a quei giovinetti che avessero comunque studiato l'inglese nella Scuola popolare, e che avessero ingegno capace di adattare all'indole educativa della nuova scuola i primi studi pratici e utilitari, e di colmare da sé il dislivello inevitabile fra il vecchio e il nuovo genere di applicazione intellettuale. Il triennio superiore dell'Istituto tecnico, insomma, dovrebbe essere costituito da un gruppo di materie fondamentali (italiano, francese, matematica, storia moderna, economia politica, storia naturale, fisica), e da due lingue complementari: latino e inglese, fra le quali si dividerebbe la scolaresca a seconda della diversa provenienza dei singoli gruppi. E gli alunni avrebbero lezioni comuni per le materie fondamentali coordinate le une con le altre; e lezioni separate per l'inglese o per il latino. Fra gli alunni prosciolti dagli studi del triennio superiore e dichiarati cttimi dai Consigli dei professori, dovrebbe il Ministero bandire ogni anno un concorso generale per esami. Ai dieci migliori dovrebbe essere concesso un premio in denaro (per es. 1.000 lire), che consentisse loro di ptendere lezioni private per intensificare e completare la loro cultura e presentarsi agli esami di licenza delle Scuole d'alta cultura, classica o moderna, ed entrare nelle Università. Cos1 sarebbe risoluto il problema di assicurare un passaggio nelle scuole superiori a quegli alunni delle ~cuole popolari o degli Istituti tecnici, i quali rivelassero via facendo una forza d'ingegno singolare. Al secondo triennio di cultura indifferenziata e non professionale, succederebbe finalmente il biennio delle Sezioni professionali. Se alle at6 Vedi innanzi pp. 353-54. 478 BibliotecaGino Bianco
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