Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media Con gli stud1 del triennio preparatorio gli alunni dovrebbero essere messi in grado di provare in esami di ammissione da sostenersi davanti ai professori del triennio superiore: I. In italiano: di sapere adoperare la lingua .q_azionalecon prontezza e correttezza, in iscritto e a voce, trattando argomenti che rientrino nell'ambito della loro cultura e parafrasando una prosa o una poesia adatta alla media intelligenza di giovinetti di 13 anni. 2. In inglese: di avere buoni fondamenti per la continuazione dello stesso studio: cioè una pronunzia corretta, una sufficiente prontezza a scrivere sotto dettatura senza molti e gravi errori, la capacità di applicare esattamente nella pratica le regole piu generali della grammatica, la conoscenza di un certo numero di vocaboli che bastino alla intelligenza di brevi scritti prosastici intorno ad argomenti che non superino la media intelligenza di alunni di 13 anni. 3. In geografia: di saper tracciare a memoria i contorni dell'Italia, dell'Europa e delle altre parti del mondo; localizzare correttamente i principali fatti naturali, i confini fra gli Stati e le città piu notevoli; aver comprese le differenze fondamentali fra gli ordinamenti sociali, politici, religiosi dei piu importanti paesi civili. 4. In aritmetica: di saper trattare con discernimento problemi, i quali richiedano l'impiego delle quattro operazioni sui numeri interi e sulle frazioni decimali e ordinarie, e la conoscenza del sistema metrico e delle regole del tre. 5. In geometria e disegno geometrico: di saper risolvere praticamente i problemi elementari di costruzione della geometria piana. Cosi'. ordinato, il triennio preparatorio non solo condurrà all'Istituto la maggior parte della sua clientela naturale, ma servirà soprattutto a determinare col livello di cultura, che riescirà ad elaborare nella media dei suoi alunni normali, quel termine di confronto al disotto del quale a nessun transfuga delle altre scuole dovrà essere consentito il passaggio all'Istituto. Perché questa scuola non deve essere un canale di scarico per tutti i rifiuti delle Scuole di alta cultura; e questo avverrebbe senza dubbio se mancasse il corso preparatorio, e se gli alunni provenienti dalle altre scuole, non trovando nella scolaresca regolare del detto corso il termiveri, destinati a non proseguire negli studi al di là della licenza tecnica, pagano una sola lira annua meno degli alunni che passano nel secondo stadio della Scuola classica. E in questo secondo stadio gli alunni delle Sezioni professionali dell'Istituto pagano quanto quelli della Sezione fisico-matematica e un poco piu degli alunni della Scuola classica! È la solita sopraffazione egoistica dei piu ricchi a danno dei piu poveri. Nella Scuola classica, poi, si comincia con tasse abbastanza lievi (140 lire in tre anni), quasi che si voglia anche con questo mezzo invitare gli alunni ad entrare nella via sbagliata; poi si sale a 145 lire in due anni nel Ginnasio superiore; e finalmente si raggiungono le 303 lire in tre anni nel Liceo. Quando le Scuole di alta cultura fossero sempre fiancheggiate da Scuole popolari superiori e avessero intorno a sé un numero abbastanza largo di scuole di media cultura, noi crediamo che si possa benissimo far pagare agli alunni delle Scuole di alta cultura una tassa annua di cento lire, eguale per tutti gli otto anni; per gli Istituti tecnici si dovrebbero imporre tasse annue di cinquanta lire; per i primi tre corsi delle Scuole popolari superiori dovrebbero bastare venticinque lire annue; il quarto corso delle Scuole popolari e le Scuole popolari inferiori dovrebbero essere gratuite. 477 BibliotecaGino Bianco

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