Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media giore complessità, il latino agli alunni della Scuola classica. Le difficoltà materiali della pronuncia, della lettura e del vocabolario, che sono per noi italiani il maggiore ostacolo alla conquista dell'inglese, si superano piu facilmente nella prima adolescenza, allorché la memoria acustica e visiva è piu fresca e piu tenace, e piu plastici sono gli organi della voce. Chi ha studiato l'inglese conosce già buona parte delle radici piu intime del vocabolario tedesco, e trova piu agevolato l'apprendimento successivo del tedesco, il quale resisterà meno duramente agli sforzi dei nostri alunni, quando sia assalito col sussidio dell'inglese e con mente già allenata agli sforzi difficili. Né si deve trascurare la circostanza che quegli scolari, i quali volessero divergere a un certo punto verso le scuole professionali e di m_edia cultura, oppure dovessero per un qualsiasi motivo interrompere del tutto gli studt, si troverebbero a possedere nell'inglese una lingua che è intesa su una superficie territoriale assai piu vasta che non sieno il francese e il tedesco, e potrebbero adoperarla come strumento di comunicazioni per commerci, viaggi, rapporti di ogni genere, con una maggiore varietà di popoli e di regioni. Nella Scuola moderna, dunque, lo studio dell'inglese dovrebbe essere incominciato fino dal corso preparatorio, ed assorbire le cure piu intense degli alunni anche nei due anni successivi, in modo che a cominciare dal terzo anno della scuola si potessero agevolmente leggere e commentare i primi çlassici di contenuto storico; all'inglese dovrebbe col principio del secondo bienno aggiungersi il tedesco; e dopo due anni di intenso studio del tedesco, si assalirebbe nel quinto anno il francese. Accanto a queste lingue, poi, come abbiamo già accennato, vi sarebbe subito dopo il corso preparatorio, a cominciare dal primo anno della scuola, un corso di latino facoltativo; e fra la continuazione del latino e l'inizio del francese, affidato all'insegnante di latino, avrebbero libertà di scelta dal quinto anno in poi quegli alunni, che non si sentissero d'iniziare il francese e continuare insieme il latino. Né ci dovremmo scandalizzare molto di vedere la Scuola moderna licenziare una parte dei suoi alunni ignari di francese: dinanzi al diritto all'ignoranza, quale noi lo intendiamo, non esistono privilegi né per il francese né per nessun'altra lingua: e tutto calcolato, saranno meno ignoranti gli alunni conoscitori dell'inglese, tedesco e latino e capaci coll'aiuto del latino di mettersi in grado da sé in pochi mesi di leggere e parlare correntemente francese, che non sieno gli alunni conoscitori del francese e non capaci certo di passare da sé con la stessa facilità al latino. E nella Scuola classica l'inglese sarà facoltativo nel corso preparatorio e nel quadriennio inferiore; il latino si studierà .da tutti gli alunni per tutti gli otto anni della scuola; il greco dal terzo anno in P'oi; e dal quinto anno in su, oltre a seguire come studi fondamentali il latino e il greco, gli alunni dovranno scegliere fra la continuazione dell'inglese oppure l'inizio del francese affidato all'insegnante d'inglese salvo che non 471 BibliotecaGino Bianco

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