Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica teratura ci dà, come l'inglese, opere adatte ad ogni età della vita, e specialmente ai primi anni dell'adolescenza, per l'arte della forma e per il solido contenuto morale. È bensf vero che la letteratura inglese ha, come la tedesca (sebbene in grado minore), di fronte alle letterature di piu diretta. tradizione classica, come la francese e l'italiana, questa inferiorità, che la forma, la espressione vi è trascurata a tutto vantaggio del sentimento e del contenuto. I suoi prosatori hanno del periodo un senso assai meno plastico e musicale che non i francesi; il loro senso dell'armonia e del colore verbale è piu ottuso; e i poeti cedono molto ai poeti italiani e tedeschi nella scienza del ritmo e nella virtuosità sapiente e sonora. Ma appunto per questo gli autori inglesi rappresenteranno un ottimo correttivo alla disposizione naturale e pericolosa dell'ingegno italiano, compiacentesi troppo nelle virtuosità formali. Se gli scrittori inglesi qualche volta difettano d'arte, i nostri ne hanno troppa; e la retorica vuota e meccanica, il culto della parola per la parola, la musicalità evanescente e inconsistente sono state per troppi secoli la peste e il cancro della nostra letteratura, perché non giovi mostrare ai giovani l'esempio opposto. Nel pensiero anglo-sassone il fatto, l'esperienza, il dato concreto dominano l'apparenza e si affermano in tutta la nuda e vigorosa realtà; il grido di disprezzo di Amleto: parole, parole, parole! esprime un criterio e una direttiva della vita. Lo Shakespeare, cos1 spontaneo e scorretto nel senso classico della parola - barbaro di genio, lo chiamava il classico Voltaire -, e molti dei maggiori poeti inglesi, paragonati alla piu parte dei nostri - Dante sempre messo al di sopra di ogni confronto -, sembrano torrenti impetuosi e spumanti in confronto di bei rivoletti artificiali, snodantisi pacificamente in un giardino artificialmente ravviato e regolato. Quegli stessi autori inglesi, che tra il 1660 e il 1780 vollero rendere regolare e classica nella forma la letteratura nazionale (Dryden, Pope, Gray, Addison, Swift, ecc.), pur derivando dai modelli latini e francesi molte virtu intime e formali, seppero non isnaturare lo spirito della propria cultura e non isterilirla nella imitazione pecorina o soffocarla sotto il razionalismo pedantesco; come fecero quasi tutti i nostri scrittori dal 1600 al 1750, dopo che i grammatici e i retori del Rinascimento ebbero codificata l'arte poetica é reso possibile fabbricar poemi epici, tragedie, commedie, storie, odi, col semplice rispetto di certe convenzioni e di certi precetti estratti dagli esempi degli antichi. E nulla meglio della letteratura inglese del 600 e del 700 si presta, in una scuola italiana di alta cultura moderna, a riempire utilmente quel vuoto completo, che presenta purtroppo nello· stesso periodo la nostra letteratura. La lingua inglese è molto piu lontana, che non sia il francese, dalle abitudini dell'italiano, senza presentare le enormi difficoltà del tedesco. La grammatica inglese estremamente semplice, confrontata con l'italiana, offrirebbe agli alunni non minori argomenti di riflessione che non ne offra per lo stesso motivo il francese ai tedeschi, o che non ne offra per il motivo opposto, cioè per la sua mag470 BibliotecaGino Bianco

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