La riforma della scuola media Or, negato al francese l'ufficio di lingua fondamentale della Scuola moderna, quest'ufficio deve passare al tedesco o all'inglese? Il tedesco sembra a noi che avrebbe i difetti esattamente opposti a quelli del francese, perché con la sua grammatica arruffata e col vocabolario lontanissimo dal nostro, presenterebbe nella Scuola moderna difficoltà molto maggiori che non presenta il latino nella Scuola classica, e renderebbe cos1 ardui gli studi della Scuola moderna, e cos1 gravosa e repugnante la fatica agli alunni, ed accrescerebbe il numero delle bocciature in proporzioni tali, che ben poche famiglie oserebbero far abbandonare ai figli il latino per correre l'alea del tedesco. E la gradazione delle difficoltà sarebbe altrettanto illogica, sebbene rovesciata, quanto quella che avremmo, se scegliessimo come prima lingua di studio il francese: cioè dopo due o tre anni di prove faticose e difficili, a cui pochi resisterebbero vittoriosi se la scuola si volesse fare sul serio e senza le pietose indulgenze della pedagogia ufficiale, gli alunni non dovrebbero piu fare altro che continuare comodamente col francese e con l'inglese, di cui conoscerebbero quasi tutto il vocabolario con l'aiuto delle radici italiane e tedesche, e in cui non incontrerebbero piu che lievi difficoltà grammaticali, e alle cui proprietà psicologiche riuscirebbero oramai agevolmente dopo le eroiche prove del tedesco ad adattarsi. Né bisogna finalmente dimenticare che la nostra tradizione letteraria ci porta anche troppo all'uso del periodo involuto, guicciardinesco, mastodontico; e forse lo studio troppo precoce del tedesco incoraggerebbe piu che non sia opportuno questa tendenza dai cui eccessi abbiamo dovuto faticar tanto per affrancarci. Scartato anche il tedesco, non resta piu che l'inglese. Del quale, però, ci dichiariamo sostenitori, non tanto per disperazione del francese e del tedesco, quanto perché ci sembra di vedere in esso molte doti positive che le altre due lingue o non hanno, o per lo meno non possiedono nella stessa misura dell'inglese, e che lo rendono ad esse superiore come strumento di alta cultura nelle scuole italiane. L'inglese, infatti, è la lingua della chiarezza e della semplicità; e appreso per tempo dalla nostra gioventu contribuirà molto a educarla allo stile limpido, vigoroso, serrato. Esso è ricco di una grande letteratura classica tanto di prosa quanto di poesia, prodotta in tempi abbastanza lontani dai nostri, il che non si può dire né del francese che nell'insieme ha una grande prosa ma una scarsa e mediocre poesia salvo che nell'ultimo secolo, né del tedesco, la cui letteratura è poco ricca relativamente alle altre e non ha, classicamente parlando, che un secolo e mezzo di vita ed è perciò troppo vicina a noi. La conoscenza della società inglese, cosi diversa dalla nostra col suo tradizionalismo solido eppur non escludente nessuna iniziativa individuale per quanto audace ed eccentrica, col suo sereno e nobile liberalismo conservatore e novatore insieme, sarebbe per i giovani italiani migliore preparazione alla vita civile che non possa essere lo studio della società francese e .della società tedesca cosi simili nei loro aspetti peggiori alla nostra. Nessuna let469 BibliotecaGino Bianco
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