Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media Ora il francese è cosf vicino all'italiano per vocabolario e grammatica e abitudini psicologiche, che il suo studio riescirebbe in Italia assai meno utile ed educativo che non riesca nei paesi i cui adolescenti hanno come lingua materna una lingua germanica. Certo vi sono fra il francese e l'italiano sottilissime differenze di atteggiamento, che sfuggono ai praticoni e agl'ignari e che rendono assai rara fra noi la conoscenza vera del francese; ma appunto per la loro estrema sottigliezza queste differenze non possono essere afferrate da alunni ancora immaturi: e di qui nasce che il francese con le sue numerose analogie ingannatrici è assai pericoloso per noi italiani, quando lo studio ne sia iniziato troppo sollecitamente o condotto con metodi cattivi. Il francese è insomma, per noi italiani, una lingua che affrontata di una forza nel grado superiore della scuola media, allorché le difficoltà ne sono visibili e superabili in grazia della preparazione intellettuale già acquistata, sarebbe un ottimo strumento di alta e nobile cultura; studiato, invece, nel grado inferiore della scuola, rappresenterebbe, crediamo, un esercizio, piu che utile, dannoso. Sarebbero due o tre anni di scioperataggine obbligatoria, dopo i quali gli alunni si troverebbero assaliti a un tratto dal tedesco e dall'inglese insieme e dalle vere difficoltà del francese; e cosi'.avremmo una scuola di alta cultura in cui le difficoltà invece di essere razionalmente graduate, sarebbero assai ljevi nei primi anni, e troppo gravi negli anni successivi. E avremmo, inoltre, questo vero e proprio assurdo pedagogico, che ad una lingua vicinissima alla nostra e il cui vocabolario e la cui grammatica sono per noi estremamente facili, daremmo un piu lungo corso di studi e una magg10r somma di lavoro, che ad apprendere lingue come il tedesco o l'inglese, assai piu lontane dalla nostra e perciò piu ardue. Purtroppo nel nostro paese l'ufficio di rigida selettrice degli ingegni, che deve competere in una società ben ordinata alla Scuola di alta cultura, è cosi'. universalmente disconosciuto, che il francese è magnificato fornire all'alunno un utile strumento di comunicazione scritta e verbale su argomenti utilitari; deve prevalere, anche nelle scuole d'alta cultura, durante i primi studì, e sarebbe bene che venisse tentato anche nell'insegnamento del greco e del latino, per facilitare le conquiste iniziali; ma ad esso si deve associare al piu presto possibile il metodo riflesso delle traduzioni accurate e delle osservazioni critiche, storiche, estetiche, ecc. sugli autori, se non vogliamo ridurre la scuola di alta cultura a una fabbrica di pappagalli, buoni solo a parlare del bello e del cattivo tempo e a dire stupidaggini in molte lingue. (Si vedano a questo proposito le due bellissime conferenze del CROISET, nel volume Enseignement et démocratie, Paris, Alcan, 1904.) Per concretare meglio le nostre idee, diremo che il metodo diretto deve essere adoperato, ad esclusione d'ogni altro metodo, nel corso preparatorio della scuola moderna; ma fino dal primo anno della scuola devono gli alunni cominciare ad osservare i piu notevoli e generali fenomeni morfologici e sintattici e ad essere esercitati in traduzioni; e queste devono moltiplicarsi e divenire sempre piu difficili nel triennio successivo, senza che l'insegnante trascuri nello stesso tempo di tenere esercitati gli alunni nella conversazione continua. Noi considereremmo fallita la scuola moderna, se a cominciare dal quinto anno gli alunni non fossero in grado di studiare un classico straniero con la stessa serietà con cui in una buona scuola classica si dovrebbe studiare un testo latino, e se non sapessero adoperare sempre durante le lezioni come lingua di comunicazione la lingua studiata. Nella scuola classica, invece, in cui la educazione intellettuale si deve ottenere mediante lo studio delle lingue antiche, è bene che gli alunni non sieno troppo affaticati con usare il metodo riflesso anche nella lingua moderna: il metodo diretto dev'essere la regola per tutto il grado inferiore della scuola; e solo quando le menti si sieno irrobustite e bene allenate per mezzo degli altri studi, il maestro passerà alla lettura ponderata dei classici difficili. 467 BibliotecaGino Bianco

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