Problemi di riforma scolastica modo i pesi della lingua obbligatoria e della lingua facoltativa, bene distribuiti e graduati, riesciranno meno gravosi; e chi non si sentisse di sostenerli entrambi, sarebbe sempre a tempo ad abbandonare lo studio facoltativo. In quale ordine devono succedersi le diverse lingue nella Scuola classica e nella Scuola moderna? Che la Scuola moderna debba cominciare con lo studio del francese, è in Italia opinione quasi universale. In Germania le Scuole reali cominciano appunto col francese. Perché non dovremmo noi fare altrettanto? Eppoi la consuetudine nostra suole allineare le lingue straniere nel seguente ordine verbale: francese, tedesco, inglese; e perciò anche nella scuola si deve cominciare col francese, seguitare col tedesco, conchiudere con l'inglese; né se chiedete i motivi di siffatta graduatoria, riescite ad avere una sia pure illogica risposta. Eppure sembra a noi che le stesse considerazioni, le quali hanno fatto adottare nei paesi germanici, in sostituzione del latino, il francese come lingua fondamentale della Scuola moderna, debbano far adottare in un paese latino, come l'Italia, non una lingua neolatina ma una lingua germanica. Di tutti gli esercizi, infatti, che la scuola secondaria impone agli alunni, il piu utile e il piu fecondo è senza dubbio quello della traduzione dalla propria in un'altra lingua e soprattutto da questa in quella, quando sia fatta con quell'accurata ricerca del pensiero esatto e della forma meglio adatta al pensiero, che troppi insegnanti per sciagura delle nostre scuole ignorano debba essere il loro compito primo. Solo l'adolescente, che nell'esercizio di traduzione ha dovuto per parecchi anni paragonare attentamente e pesare espressioni e giri di frasi diverse per esprimere da una lingua in un'altra l'identico pensiero, acquista l'abitudine di analizzare ciò che legge, e di distinguere un'idea chiaramente e logicamente espressa da una espressione incerta e vaga; educa in sé la capacità di pensare con precisione, con forza, con sicurezza; ed allena il suo spirito al lavoro intellettuale riflesso, autonomo e intenso. Chi ha studiata la sola lingua materna difficilmente acquista quella chiarezza e penetrazione e distinzione di pensiero, che è proprio delle menti superiori. Una lingua - ha scritto splendidamente il Villari, spiegando la insufficienza della lingua e della letteratura nazionale come strumenti esclusivi d'alta educazione intellettuale - è un mondo morale; è un'intera cultura. E come gli oggetti veduti ogni giorno, le città in cui siamo, non ridestano piu in noi alcuna curiosità o attività mentale, e abbiamo bisogno di viaggiare in paesi lontani e diversi dal nostro per meglio conoscere il nostro, cosi il passaggio da una a un'altra lingua è un viaggio da uno in un altro mondo, e la forza educatrice di questo cammino cresce in proporzione delle difficoltà che dobbiamo superare, purché impariamo a superarle. La lingua nazionale non è abbastanza lontana dall'occhio della mente. 43 43 Nuovi scritti pedagogici, pp. 291-4. Da quanto qui diciamo risulta chiara la nostra posi- •zione di fronte al problema del metodo da seguire nell'insegnamento delle lingue moderne. Il metodo diretto deve dominare da solo in quelle scuole in cui scopo dell'insegnamento è quello di 466 BibliotecaGino Bianco
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