La riforma della scuola media avessero compiuti 1 nove anni e che dessero prova di possedere la cultura della terza elementare: leggere correttamente dimostrando di aver compresa la lettura, scrivere sotto dettatura senza gravi errori d'ortografia, risolvere problemucci che richiedano l'impiego di qualcuna delle prime quattro operazioni. L'insegnamento dovrebbe essere impartito in esso da un maestro elementare, che dovrebbe avere il fine determinato ed unico di educare l'intelligenza degli alunni ai futuri stud1 della scuola media. I bambini, che alla fine dell'anno non risultassero maturi per il passaggio alla scuola media, ripeterebbero il corso preparatorio, quando non preferissero divergere verso la Scuola popolare superiore o verso le scuole di media cultura, di cui parleremo nel capitolo prossimo. Questa riforma riescirà assai utile anche ai bambini, che dopo la quarta elementare o non proseguiranno piu negli stud1 o passeranno alle Scuole popolari inferiori o superiori; perché per mezzo di essa la quarta elementare sarà liberata da tutti quegli esercizi didattici, che sono indispensabile preparazione alla scuola di alta cultura e che passeranno nel corso preparatorio. Inoltre questo corso ci consentirà di risolvere pienamente il problema di aggiungere l'insegnamento complementare facoltativo del latino nella Scuola moderna e di una lingua straniera nella Scuola classica, senza che gli alunni desiderosi di questo insegnamento ne vengano troppo aggravati. Sarebbe, infatti, antididattico far cominciare lo studio contemporaneo di due lingue fino dalla prima classe della scuola, né converrebbe iniziare la lingua complementare nel secondo anno, nel quale è bene che gli alunni continuino a concentrare i loro sforzi sulla lingua fondamentale obbligatoria e perciò non ne sieno distratti con uno studio nuovo del tutto. Nulla, però, vieta che la lingua moderna, fondamentale nella scuola moderna e complementare nella scuola classica, si cominci a studiare col metodo diretto nel corso preparatorio, da tutti gli alunni della scuola moderna e per libera scelta degli alunni della scuola classica. Dopo il corso preparatorio, gli alunni della scuola moderna troverebbero subito il latino facoltativo e continuerebbero lo studio della lingua moderna obbligatoria, di cui avrebbero già superate le prime difficoltà; e gli alunni della scuola classica affronterebbero tutti insieme il latino, mentre una parte di essi continuerebbero lo studio della lingua moderna complementare. 42 In questo 42 La pessima prova fatta nel Liceo dalla opzione tra greco e matematica ha reso molti insegnanti ostili a ogni proposta che tenda a introdurre nelle scuole insegnamenti facoltativi (~edi per esempio TENTORI, La riforma dell'istruzione secondaria, estr. dalla "Rivista popolare" del ColaJanni, n. 14 e 15 del 1906, p. 26; CoLOZZA, Errori e pericoli degli studi elettivi, p. 47). Ma altro è l'obbligo di optare fra due materie insegnate da due professori diversi, impost(! a chi vuole ottene~e un determinato certificato di studi; altro è la facoltà lasciata agli alunni di studiare una materia complementare in piu, oltre l'elenco delle materie obbligatorie, e di optare fra un gruppo di studl meno faticosi ma di effetti giuridici piu limitati, e un gruppo piu difficile ma piu largo, che consentirebbe, nel caso nostro, il passaggio in iscuole collaterali. Non si tratta, insomma, di fare appello a pretese disposizioni o vocazioni dei marmocchi; ma di porre essi, o meglio le loro famiglie, di fronte a due fatiche e due vantaggi diversi, lasciando che scelgano secondo le loro convenienze e i loro interessi. 465 BibliotecaGino Bianco
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