Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica deserte inutili e dannose. E tutte queste anormalità esterne s1 ripercuotono sempre sulla vita interna delle scuole.37 VIII Ci si consenta ora di determinare alcuni punti fondamentali nell' ordinamento interno delle scuole di alta cultura, e moderne e classiche. Anzitutto, in che modo le nuove scuole devono allacciarsi con le scuole elementari, dopo che la legge del 1904 ha ridotto da cinque a quattro anni la durata di queste? Il metodo seguito dal Ministero, di posticipare tranquillamente di due trimestri lo studio del latino della prima ginnasiale, lasciando ogni altra cosa immutata, è troppo comodo per non essere inetto: se una volta s'imparava poco latino in otto anni, è logico che ora se ne impari meno in sette. Colpa degl'insegnanti e dei metodi sbagliati, si dirà, se non bastano ora sette anni, come non bastavano una volta otto. E sia: ma se le cose andavan male prima, è questo un buon motivo perché si debba farle andar peggio poi? Né considerazioni diverse potremmo fare per una Scuola moderna, nella quale la lingua straniera non presenterà certo minori difficoltà che il latino nella Scuola classica, e non potrà contentarsi di un piu breve corso di studi. Risolveremo, allora, il problema, lasciando che la Scuola classica e moderna sieno di otto anni, cioè che in esse lo studio del latino o della lingua straniera cominci sin dall'inizio del primo anno; e inseriremo tra la scuola media e la scuola elementare una classe soprannumeraria, che funzioni da ponte di passaggio, cosi come abbiam fatto allorché abbiamo trasformata la Scuola tecnica triennale in Scuola popolare quadriennale ?38 Noi non crediamo che sia necessario ricorrere a quest'espediente eroico. La scuola elementare stabilita dalla legge Casati (articolo 316) era divisa in due gradi di due anni ciascuno; e vi si era ascritti a sei anni. La legge del 15 luglio 1877 (art. 2), stabilendo che l'Istruzione elementare del gra- ~o inferiore durasse tre anni, produsse il prolungamento da 4 a 5 anni 37 Sebbene, però, una efficace riforma scolastica sia impossibile se non si pone un ordine in questa anarchia, noi non consiglieremmo mai di riunire con la legge della riforma scolastica la legge pel riordinamento dei contributi finanziari degli enti locali: da una riforma di questo genere molte città sarebbero avvantaggiate, perché vedrebbero lo Stato contribuire alle scuole locali in proporzioni piu elevate e piu eque che non abbia fatto finora; ma altre città - e sarèbbero le città maggiori, oggi ingiustamente privilegiate - difenderebbero accanitamente i loro privilegi. Ora la riforma scolastica darà necessariamente luogo a tante discussioni e dovrà superare tante difficoltà, che non è prudente metterle di fronte anche la ostilità degl'interessi locali. Questa materia è bene che sia trattata per legge speciale, anteriore a quella della riforma scolastica; ma dev'essere ad ogni modo trattata secondo il criterio delle necessità didattiche. 38 Non discutiamo nemmeno l'idea di ristabilire il corso elementare di cinque anni, com'era prima della riforma del 1904, perché la riduzione della scuola primaria a quattro anni noi la crediamo riforma ottima sotto tutti i punti di vista, e per gli alunni destinati a non proseguire dopo la quarta elementare, e per quelli destinati alla scuola popolare, e per quelli che passeranno poi nelle scuole medie vere e proprie. Purtroppo il principio della riforma è stato attuato male, ma gli errori si debbono correggere senza abbandonare il principio. 462 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==