La riforma della scuola media sta, e a scuole di lunga durata come quelle che preparano all'università, è netta e recisa fino dalla nascita, perché nettamente distinte sono le condizioni economiche degli uni e degli altri, una cosi'.recisa distinzione non esiste fra gli alunni dello stesso gruppo. E come fra gli alunni della Scuola popolare superiore nessuno può dire a dieci anni chi sarà fattorino telegrafico e chi commesso di negozio, e perciò noi abbiamo combattuta l'idea di specializzare e tecnicizzare troppo questa scuola, cosi'. è assolutamente assurdo obbligare un alunno della scuola d'alta cultura a scegliere a 1 O anni, se intende essere ingegnere o avvocato, medico o filologo. Negli stessi alÙnni migliori delle nostre scuole universitarie, dei quali si può dire davvero che hanno scelta l'una piuttosto che l'altra professione per vocazione spontanea, le attitudini, tranne che in poche nature eccezionalmente precoci, sono rimaste latenti e inconsapevoli però fino a9 età molto avanzata. Solo verso i 18 anni, alla fine degli studi liceali, quando il mondo si apre innanzi agli occhi come un impero misterioso da conquistare, come un campo di battaglia e di vittoria, solo allora si rivela nell'adolescente la sua originale personalità e il bisogno di conoscer se stesso e di scegliere il dominio dell'attività futura. Solo allora, sorretto dall'orgoglio e dall'ambizione nascente, il giovane trova l'energia per compiere in pochi mesi il lavoro di molti anni; e sceglie tra la congerie delle cognizioni, raccolte non sa come, quelle da cui trarre nutrimento vitale, e le coordina, colma le lacune, ripiglia da capo studi trascurati o malamente iniziati: il miraggio dell'avvenire sognato lo sostiene e gli dà la forza morale che opera miracoli. Obbligare uno di questi alunni a rinunziare fino dai dieci anni ad alcune professioni e incatenarlo ad altre, significa privarlo senza motivo e con suo grave danno di una libertà di movimenti preziosissima, e spingerlo forse per una via nella quale coll'andar del tempo si troverà male, o si troverà meno bene che in altre. . Né diverso è il caso per la grande maggioranza degli alunni, la quale non ha nessuna disposizione speciale neanche a diciotto anni. Ed io - ha domandato a se stesso il Kirner, e potremmo domandare tutti noi perché sono professore di storia piuttosto che medico o avvocato o ingegnere o magistrato o matematico o astronomo? Eppure, dopo la licenza liceale, quando ero appunto nell'età, nella quale la scelta della professione può esser fatta con discernimento, tutte queste vie ed altre ed altre ancora, mi stavano aperte davanti: non avevo che da scegliere. Ed ho scelto per tante e tante cause, piccole per se stesse, impercettibili, delle quali a mala pena mi posso rendere conto in qualche maniera; e quelle che meno erano in gioco fra tutte queste numerose e varie cause, erano le mie speciali attitudini, tanto che anche oggi alla domanda se per avventura nella tale o tale altra professione io non avessi potuto essere piu utile alla società ed a me stesso che nella presente, io debbo rispondere sinceramente: Ignoro. E chiunque di noi faccia un sincero esame di coscienza, dovrà, novantanove volte su cento, rispondere a se stesso che la scelta della sua occupazione attuale solo in apparenza era libera e cosciente; che egli si trova nello stato odierno per un complesso di cause estranee alla sua volontà. 20 20 Criteri fondamentali, p. 241. Cfr. CoLOZZA, Errori e pericoli degli studi elettivi, Napoli, Pierro, 1906, pp. 26 sg. 451 BibliotecaGino Bianco
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