Problemi di riforma scolastica VI La Scuola moderna deve avere la ·stessa durata della Scuola classica, e gli stessi diritti per l'ammissione alle facoltà universitarie. Quest'idea solleverà senza dubbio nei classicisti una opposizione tenace. Ma essa è una delle fasi fondamentali della riforma che noi proponiamo; e quando essa venga respinta, è necessario respingere insieme tutte le altre nostre proposte. Qualunque privilegio, infatti, si concedesse all'una o all'altra delle due scuole, sia nella durata, sia per l'ammissione agli studi universitari, ne nascerebbe subito una ressa artificiosa di alunni verso la scuola privilegiata, con danno non tanto della scuola meno favorita, quanto della stessa scuola che si è voluta favorire; alla quale accorrerebbe una grande moltitudine di gruppi eterogenei, solo per godere della minore durata del corso o della maggior quantità di sbocchi verso gli stud1 superiori; e sotto la pressione di tanta folla, ai cui bisogni la scuola non potrebbe far a me~no di provvedere, si riprodurrebbero gli stessi mali che opprimono oggi la Scuola classica: la moltiplicazione enciclopedica delle materie, la rilassatezza negli studi e negli esami, la impossibilità di ogni ragionevole e rigida scelta degli scolari. La necessità di conservare negli alunni di tutte le scuole di alta cultura integro il diritto di scegliere la loro professione futura soltanto alla fine della scuola media, è per noi cosf imprescindibile, che noi non potremmo neanche accettare la proposta, la quale pur sorride a parecchi modernisti, di riservare ai licenziati della Scuola moderna le Facoltà di scienze e di medicina, e a quelli della Scuola classica le lettere e la giurisprudenza. O, infatti, questa divisione si giustifica con una anticipata specializzazione professionale, che si voglia introdurre nella scuola media: e allora essa va respinta insieme alla specializzazione, come contraria all'idea che noi ci facciamo della scuola, e all'interesse degli alunni e della società, o si riconosce con noi che la scuola di alta cultura :non deve preparare a stud1 universitad speciali con insegnamenti speciali come fa per esempio una scuola media di commercio per le scuole superiori di commercio, ma deve avviare gli alunni a tutti gli stud1 superiori e alla vita ,civile con una solida educazione intellettuale e morale; e si ammette inoltre con noi che questa educazione è indipendente quasi del tutto del contenuto degl'insegnamenti, ma deriva dal metodo umanistico con cui gl'insegnamenti sono impartiti, e si può ottenere tanto con una scuola in cui prevalgano le lingue e letterature classiche, quanto con una scuolà a tipo scientifico moderno: e allora bisogna ammettere la piena equivalenza delle sanzioni finali, e lasciare a tutti gli alunni di tutte le scuole di cultura, intera libertà di scelta fino al termine dei loro studi secondari. E a questa necessità pedagogica e logica corrisponde una innegabile necessità sociale. Se, infatti, la distinzione fra alunni destinati a scuole di breve durata, come la Scuola popolare superiore da noi propo450 BibliotecaGino Bianco
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