La riforma della scuola media ponanno piu invocare indulgenza in nome della scienza e della modernità, contro l'inutile severità del classicismo. Tutte le menti incapaci di elevarsi alla legge o alla sintesi, tutte le intelligenze che apprezzano solo il dato o il fatto concreto e ripugnano dalle idee filosofiche e dalle concezioni generali, non avranno neanche esse nessuna scusa, e potranno essere respinte verso le scuole tecniche e professionali; e qui, limitando il campo delle proprie idee, renderanno piu intensa e proficua la loro esperienza di un dato ordine di fatti, e si trasformeranno rapidamente in utili ed esperti strumenti di lavoro sollecitamente produttivo. Coloro, invece, che, e per le condizioni economiche delle famiglie, e per le doti dell'intelligenza sono adatti alla cultura superiore e alle professioni liberali, riveleranno certo nella scuola moderna un'attenzione, un'alacrità, un'energia di gran lunga superiore a quella che addimostrano oggi nella scuola classica. In questo modo, e solo in questo modo, le scuole di alta cultura - classiche e moderne - potranno efficacemente, e specie nel gradino inferiore, servire di pietra d'assaggio; e coopereranno l'una con l'altra a una piu sicura eliminazione degli inetti e alla scelta dei migliori; e creeranno quegli ottimati dell'iniziativa e del lavoro, senza cui il vasto moto democratico odierno minaccia di naufragare e imputridire nella piu brutale plutocrazia; e la scuola classica, aiutata dalla scuola moderna, potrà compiere bene, sia pure in parte, quell'ufficio sociale, che oggi il Liceo-ginnasio pretende di compiere per intero, e compie assai male, anzi non compie affatto. Che se un certo numero di mediocri e di disadatti - come non inclinare al pessimismo quando si pensi alla morale scolastica e... non scolastica predominante in tutti i campi della nostra vita pubblica? - continuerà a sgusciare anche tra le maglie della nuova scuola ei a trascinarsi zoppicando in coda all'esercito dei buoni, sarà minor male che essi abbian passati otto anni sotto le verghe della scuola moderna: sapranno per lo meno brontolare e scarabocchiare quattro periodi in un paio di lingue moderne, e saranno meno disarmati e sfiduciati di fronte alla società e alla vita. - Ma in questo modo (prevediamo l'ultima obiezione) voi ricadete nell'utilitarismo che avevate dapprima rifiutato. - E noi rispondiamo che l'utilitarismo l'avevamo rifiutato dapprima solo in quanto pretendesse sovrapporsi al fine educativo e formativo della scuola per le classi dirigenti; ma se fini utilitari si possono raggiungere insieme al fine educativo, se anzi, siffatti fini si possono far servire, come nel caso nostro, a meglio ottenere il fine educativo, noi non vediamo per quale ragione sia nostro obbligo fare gli schizzinosi e disconoscerli solo perché sono utilitart L'uomo - ci si consenta di ripetere col Piazzi - convien prenderlo com'è, e non crearcene uno trasfigurato dalla nostra immaginazione. E poiché, ponendoci innanzi quest'uomo, anche coi motivi professionali bisogna poi fare i conti, il nostro compito è di ottenere ch'essi vadano legittimamente soddisfatti... Lo scolaro che nel- 1 l'apprendere spende la sua attività sorretto dalla speranza di raggiungere un posto 447 BibliotecaGino Bianco
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