Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media IV Ma (oppongono sempre i difensori del monopolio classico) se volete ordinare una Scuola moderna di cultura larga, disinteressata, elevata quanto quella che si impartisce o si dovrebbe impartire nelle scuole classiche, perché cercate un tipo nuovo di scuola? perché non accettate il GinnasioLiceo attuale, collaborando con noi a rafforzarlo, a migliorarlo, a sgombrarlo della sovrapopolazione professionale? Voi stessi riconoscete che, come la conoscenza del pensiero classico richiede d'essere integrata con la conoscenza del pensiero moderno, cosi'. incompleta sarebbe sempre quella cultura moderna che non fosse illuminata dalla cultura classica; ma poiché sarebbe assurdo aggravare enciclopedicamente gli alunni col peso del- !' una e dell'altra cultura, voi stabilite due scuole: una di cultura classica e una di cultura moderna, e lasciate che gli alunni si procurino per conto proprio, fuori e dopo la scuola, la cultura integratrice necessaria. Se non che l'alunno della scuola classica trova naturalmente e •facilmente intorno a sé mille mezzi per riempire le lacune che la scuola è obbligata a lasciare al posto della cultura moderna: il teatro, i libri di lettura amena, la stampa quotidiana, i giornali illustrati, le conversazioni, le stesse passeggiate di svago davanti alle mostre delle botteghe e ai quadri di pubblicità, sono altrettanti veicoli di cultura moderna occasionale preziosissima, che trova da sé la via per fondersi con la cultura scolastica e completarla. Cosf un giovane dotato d'ingegno vigoroso e nato in un ambiente familiare propizio, che intraprenda gli studi classici, si troverà alla fine della scuola media ricco di un molteplice corredo e di cultura classica acquistata nella scuola e di cultura scientifica e moderna, che avrà potuto procurarsi da sé fuori della scuola e continuerà ad accrescere nella vita. - Chi, invece, avrà seguito il corso degli studi moderni, quali che sieno gli sforzi fatti dai maestri perché egli intraveda le belle forme del pensiero e dell'arte classica e ne senta il desiderio, non troverà fuori della scuola intorno a sé nessun aiuto per accontentare la sua curiosità; nulla lo incoraggerà a tentare la conquista dell'antica sapienza, e solo in casi eccezionalissimi si darà che un alunno di scuola moderna riesca a risalire dalla cultura moderna alla cultura classica: la maggioranza avrà sempre un'anima di meno, e non avrà agio d'acquistarla. È questa una superiorità della Scuola classica sulla Scuola moderna che noi sentiamo in coscienza di non poter negare. Ed è senza dubbio notevolissima. 12 E si dovrà sempre ad essa se la Scuola classica sarà la pale12 È un fatto che non solo in Italia le Sezioni fisico-matematiche degli Istituti dànno alle Scuole universitarie scientifiche e tecniche alunni meno felicemente disposti di quelli provenienti dai Licei, ma anche fuori d'Italia le scuole moderne, che pur non sono perturbate come da noi per la mistura degli studi professionali, hanno finora male sostenuto il paragone con le scuole classiche (si vedano testimonianze numerosissime di tutti i paesi in "Bollettino del Ministero della P. I.," 1888, p. 764; G1RARD, Questions d'enseignement secondaire, I, pp. 283 sgg.; "Revue internationale de l'enseignement," 15 nov. 1907, p. 409). Come ha osservato molto bene il Girard (ibid., I, 293), questa inferiorità manifestata finora dall'insegnamento mo443 BibliotecaGino Bianco

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