Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di 1·iforma scolastica parola a scapito della precisione obiettiva e che tutti gli uomini subiscono, e piu degli altri quelli in cui predomina il sentimento o la fantasia, cioè i nove decimi dell'umanità, non viene a turbare le idee che il disegno riproduce; chi sia avvezzo a pensare e a ritrarre le immagini precise delle cose è perciò solo eccellentemente preparato ad ogni esercizio pratico o scientifico, allo studio ed al dominio delle forze esteriori. Perciò ogni insegnante dovrebbe accompagnare e commentare la sua lezione con disegni a mano libera sulla tavola nera, ed il profitto di ciascun alunno nel disegno dovrebbe sostenere sempre la prova di un esame severo. Naturalmente un fenomeno o una legge scientifica, studiati con questi metodi, richiedono una gran perdita di tempo in assaggi, prove, ricerche, tentativi sbagliati, il cui valore educativo consisterà appunto nell'errore abilmente determinato dal maestro per poterlo correggere. E comunque si allarghi l'orario degli insegnamenti scientifici, esso sarà sempre insufficiente, se il maestro, sviato dal pregiudizio della "cultura generale," dimenticherà che il suo ufficio non è di "insegnare la sua scienza"; ma di educare negli alunni certe determinate attitudini e dare ad essi il desiderio della scienza e la capacità dello studio libero e autonomo. E perché gl'insegnanti di scienze compiano bene questo ufficio e non vengano nella scuola moderna a seccare gli alunni per un maggior numero di ore che non facciano ora nella scuola classica, occorreranno profonde riforme nella loro preparazione scientifica e didattica. Le quali devono essere studiate e indicate dai competenti, non da noi. Or ammesso un siffatto ordinamento degli stud1 scientifici e degli stud1 letterari nella scuola moderna, in modo che essa serva davvero di preparazione severamente disinteressata e ideale agli stud1 superiori e alla vita civile; tratti fuori gli stud1 letterari e storici dalle minuzie erudite e dalle stretture pedantesche in cui si perde ogni disciplina quando è considerata come fine a se stessa, e ricondottili al loro ufficio di insegnamenti educatori della coscienza morale; fatti convergere gli stud1 matematici, fisici e naturali ad alcune leggi superiori che riassumano limpidamente la conoscenza attuale dell'universo e delle sue origini, in modo che cooperino con gli ~tud1 storici e letterari a condurre il giovine verso quella consapevolezza di sé e del proprio tempo e verso quel possesso di spirito critico e scientifico, senza cui non v'è equilibrio né intellettuale né morale; - chi oserà dire che la scuola moderna, collo sforzo di riflessione e di raccoglimento quale si richiederà a comprendere ed assimilare il complesso di cognizioni e di idee da noi abbozzato, sia indegna di sorgère accanto alla scuola classica? Chi oserà considerare la scuola moderna come un luogo di rifugio per gli svogliati e per gli inetti, destinato a soppiantare la scuola classica m ragione delle agevolezze offerte alla sc10petataggine universale? 11 11 Si veda per piu larghe e particolareggiate osservazioni sulla funzione degli studi scientifici nella scuola secondaria. GIRARD, Questions d'enseignement secondaire, I, pp. 216 sgg. 442 BibliotecaGino Bianco

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