La riforma della scuola media precise, modelli concreti, che l'alunno dovrà esaminare, riconoscere e descrivere. Molti insegnanti di botanica e di mineralogia seguono già questo sistema e ir:ivitano gli alunni a portare con sé nella scuola piante, fiori, minerali, rocce, di una data specie o famiglia, che essi stessi debbono scomporre e descrivere innanzi ai compagni ed al professore. In alcuni istituti accanto al gabinetto di storia naturale, ove si custodisce la collezione ufficiale degli esemplari destinati all'insegnamento, che non è del resto quasi mai abbastanza ricca e varia, esistono collezioni di studio, costituite in molta parte dalla paziente ricerca degli alunni. È una consuetudine ottima ed è da augurare che si diffonda in tutte le scuole. Ma a fissare l'attenzione del giovane sulle parti di un oggetto e sul modo con cui si connettono e compongono l'insieme, è utile soprattutto il disegno, al quale è assolutamente necessario dar posto nella scuola moderna. Non v'è esercizio che acuisca altrettanto il senso dell'osservazione e dell'analisi esatta, che educhi meglio l'occhio a cogliere i contorni del vero, che, esercitando il sentimento estetico offra ad un tempo un aiuto cosI efficace allo studio delle altre scienze. Quella naturale disattenzione dei giovani, quella loro inclinazione a sostituire alla realtà l'immaginazione e il desiderio, che nasce dall'intensità stessa delle loro sensazioni, sarà cosI infrenata, disciplinata, costretta a modellarsi sul contorno delle cose esteriori, e vi si piegherà facilmente, poiché il piacere estetico di riprodurre disegnando il reale, rende piacevole lo sforzo necessario per obliare se stessi e raccogliersi nella contemplazione intensa di ciò che è fuori di noi. In Italia l'insegnamento del disegno è stato lasciato fin ora alle Scuole tecniche, ove è imparato per iscopi professionali, o alle scuole d'arte, come primo gradino allo studio della pittura o delle applicazioni artistiche connesse alla pittura; oppure è giudicato un ornamento ed un esercizio di lusso per signorine scombiccp.eratrici di albums e desiderose di un'inverniciatura estetica. Quando si diffonderà fra noi la persuasione che il disegno è u'"'tilein ogni attività sociale quasi al pari della scrittura? S'intende: non il disegno tecnico, che richiede la squadra ed il compasso; non il disegno accademico, che riproduce una testa, un nudo, una prospettiva; ma il disegno a mano libera, lo schizzo che ferma sulla carta o sulla lavagna il contorno della cosa di cui si parla, e che nasce, si può dire, e si svolge contemporaneamente all'idea, la determina nei suoi particolari e l'imprime profondamente nella memoria. Non v'è cognizione scientifica, non v'è fatto storico, non v'è nozione intorno alla vita antica, medioevale o moderna, che con quattro tratti di matita o di gesso non si possa precisare nei suoi caratteri piu salienti, mostrando, per dir cosf, drammaticamente agli alunni, come si colgano e si riproducano nel cumulo dei particolari quei caratteri essenziali, in cui consiste la fisonomia vera di una cosa o di un'idea. Il disegno, si è detto giustamente, è la scrittura dell'occhio, e suggerisce le forme e i contorni, come l'altra i suoni: ora l'elemento musicale, che predomina nella scelta della 441 BibliotecaGino Bianco
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