Problemi di r-if orma scolastica l'immaginazione meglio di tali concezioni scientifiche, sollevare lo spirito piu efficacemente sulle volgarità e sulle miserie della vita comune, ricercare e scuotere in ogni spirito il sen·so dell'infinito e del mistero che avvolge la piccola luce della nostra coscienza, far sentire come grande e meschino ad un tempo sia l'uomo, atomo per la durata e per le forze, quasi un dio per la potenza del pensiero, a cui è sospesa e in cui si riflette come in uno specchio vivente la scala infinita degli esseri? L'insegnamento scientifico cosf concepito deve fare una parte maggiore alla storia; perché la storia eccita all'osservazione e alla riflessione. Nelle scuole, abbiam detto, la scienza è presentata spesso come una somma di risultati e di leggi rigide e precise, come tanti articoli di codice da mandare a memoria; e l'esperienza è spesso subordinata ad una conclusione preannunciata ed inevitabile. Il giovane, invece, s'interessa soprattutto ai modi, ai procedimenti con cui la verità scientifica è stata scoperta; al lavodo dell'intelligenza che si dibatte nell'errore e riesce a liberarsene. Perciò giova esporre la storia dei tentativi, delle prove, delle ipotesi formulate, discusse, abbandonate per altre piu feconde, che hanno fatto avanzare la scienza; e perciò è stato proposto opportunamente che nei trattati e manuali scolastici di argomento scientifico si premetta alla parte teorica una breve storia delle principali scoperte. E perché gli scolari intendessero meglio la bontà e la delicatezza del metodo, sarebbe utile che l'insegnante incominciasse l'esposizione di ogni teoria e di ogni importante invenzione, col riprodurre esattamente l'esperienza, sia pur difettosa ed incompiuta, da cui l'inventore ha preso le mosse, per raggiungere, provando e riprovando, lo scopo. Insomma, non basta comunicare ai giovani il risultato delle osservazioni fatte: bisogna che essi comprendano come si arriva a questi risultati; e per ottenere tale tirocinio non v'è altra via che metterli direttamente di fronte alla natura e spingerli ad osservarla, a rilevare i caratteri comuni dei fenomeni studiati, a classificarli e dedurne poi per astrazione alcuni principi generali. Impresa ardua assai, in verità; perché - bisogna persuadersene - lo spirito di osservazione, la capacità di veder bene le cose, è molto rara nei giovani ed è tutt'altro che facile ad educarsi. Nell'uomo primitivo la fantasia domina tiranna e il mondo esterno non è che proiezione dei fantasmi e delle chimere che assediano e turbano il pensiero: nell'uomo incivilito, cioè domato e asservito al giogo sociale, l'infiacchirsi dell'energia vitale, il lavoro monotono e l'urto continuo contro la realtà, di cui bisogna tener conto se si vuol vivere, hanno soffocato l'intimo fuoco, di cui si nutre la violenta immaginazione primitivà; ma il fanciullo, creatura vergine e un po' selvaggia, serba intatta la foga lirica che pone la nostra sensibilità nel centro dell'universo e le vorrebbe asservita ogni cosa. Di qui la necessità e la difficoltà di insegnare ai giovani come si osservi metodicamente e di obbligarli a descrivere ordinatamente ciò che avranno osservato. E ciò non si otterrà mai con esercizt di descrizione e di nomenclatura verbale: bisogna mettere sotto gli occhi forme 440 Bibliote·caGino Bianco
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