La riforma della scuola media tana, quel grande principio o quel sogno, quell'apparenza di verità o di bellezza, a cui egli aspira naturalmente. In ciò appunto consiste la:, .filosofia dell'insegnamento scienti.fico; e non v'è scienza, per quanto arida, che non possa suggerire idee generali. Le matematiche, ad esempio, non soltanto esercitano in modo eccellente la deduzione, non solo sono un corso pratico di logica e, mentre dànno all'ingegno l'abitudine di ragionare con precisione rigorosa, correggono nelle nature formali o fantastiche il gusto dei facili sogni e delle mere esercitazioni verbali; ma suggeriscono il concetto dell'armonia universale del cosmo. Poste in relazione colle leggi astronomiche e colle leggi meccaniche, le cifre, al di là delle quantità e dei rapporti, svelano allo spirito il ritmo su cui tutto si muove. La fisica e la chimica introducono il pensiero stupito nei segreti della forza e della materia, ci mostrano le meravigliose metamorfosi e nello stesso tempo la persistenza dei princip1 sotto il turbine illusorio dei mutamenti; ci rivelano colle leggi dell'indistruttibilità della materia e della trasformazione dell'energia, i piu segreti congegni di quell'enorme meccanismo che è l'universo, e l'unità di principio a cui la prodigiosa .fioritura della vita si può ricondurre, come un albero immenso dai rami e dalle fronde innumerevoli ad un unico seme. Le scienze naturali e biologiche, collocando l'uomo nel luogo che gli appartiene nella scala delle forme e delle esistenze, mostrandogli come egli non sia né un essere privilegiato, né un monstrum, ma, secondo la formula dello Spinoza, la parte di un tutto; rappresentandolo come l'ultimo anello di una catena, o come il vertice di una pianta, di cui l'occhio discerne giu giu le multiple propaggini, il tronco e in parte almeno le radici, lo solleveranno sullo sfondo degli esseri inerti o incoscienti che egli domina, e accresceranno ai suoi occhi la dignità delle scienze morali, persuadendogli che tutta la sua dignità è nel pensiero, e tutta la sua grandezza nella coscienza. Leggi o ipotesi come quelle trovate dal Cuvier, dall'Owen, da Geoffroy Saint-Hilaire, dal Darwin, riassunte e lumeggiate da un esperto insegnante, aprono alla mente giovanile orizzonti sconfinati di poesia, quanto dieci epopee antiche. Infine l'astronomia e la geografia fisica, il cui insegnamento ormai tutti concedono si debba togliere al professore di storia e assegnare a quello di fisica o di scienze naturali, verranno a compiere e coronare l'edificio costruito dalle altre discipline. Trattando dello stato dei corpi celesti, della loro storia, delle loro somiglianze colla Terra, delle leggi che ne governano il corso e la vita, l'insegnante potrà suggerire ai giovani un concetto, che aprirà alla loro mente prospettive mirabili: quello dell'.unità della materia, dimostrata coll'identità degli elementi che l'analisi spettrale ha scoperto in tutti i corpi dell'universo. Di qui è naturale il trapasso ad esporre l'ipotesi messa innanzi dal Kant, rielaborata dal Laplace e perfezionata dal La Faye, intorno all'origine dei mondi e ai loro destini. Quale poesia lirica, quale pagina di storico appassionato o di eloquente oratore, potrebbe accendere 439 BibliotecaGino Bianco
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