Problemi di riforma scolastica dal pnnc1p10 le facoltà immaginative, egli non le avrebbe forse ritrovate quando ne aveva bisogno, per educarle a nuovo e piu rigoroso lavoro, e il grande scopritore delle leggi della natura sarebbe rimasto solo un grande raccoglitore di fatti... Ciò che sopra tutto importa si è il mantenere, stimolare nella scuola tutte le forze vive, creatrici dello spirito. E ciò non si farà mai senza educare lo spirito contemporaneamente sotto tutti gli aspetti, svolgendo armonicamente tutte le sue facoltà, non perdendo mai di vista il concetto organico della sua unità. 9 Questo non vuol dire che si debba impartire agli alunni quella erudizione enciclopedica che è la rovina delle scuole attuali; ma solo che gli alunni hanno bisogno di una cultura intellettuale varia e bene equilibrata, da ottenersi mediante studì in cui non predomini tirannicamente né lo spirito scientifico, né quello letterario. Questi stud1, poi, non devono essere ordinati per tutti allo stesso modo, né una stessa forma deve essere imposta a tutte le intelligenze; ma come nella scuola classica è giust_o che gli insegnamenti scientifici sieno ristretti in limiti piu modesti che non ora, affinché lascino operare piu liberamente l'efficacia degli stud1 classici, cos1 nella scuola moderna le scienze matematiche fisiche e naturali devono avere un posto notevolmente piu largo di quello che occupano oggi nella scuola classica. Purché, ben inteso, le scienze non continuino ad essere insegnate, come purtroppo le insegnano parecchi oggi. Oggi l'insegnamento delle scienze pecca di formalismo, di utilitarismo, di minuziosità analitica; è meccanico, inorganico ed inerte; e ad altro non serve che a stratificare nella mente degli alunni un tritume incoerente di dati e di nozioni staccate. E tutti invocano, da un lato che questi stud1 siano resi piu obbiettivi e concreti, esercitando l'attenzione dei giovani sui fenomeni reali e addestrandoli a fissarne l'immagine coll'aiuto del disegno; dall'altro, che si dia loro un fondamento storico e filosofico. Cos1 i difetti dell'insegnamento letterario e dello scientifico risultano essenzialmente simili; ed uguali sono i rimed1 piu efficaci per ricondurli al loro fine pedagogico: cos1 sotto le differenze superficiali l'unità intima di ogni cultura formativa e ideale apparisce evidente. Come lo studio dei linguaggi, della storia letteraria, della storia politica, della filosofia, cos1 quello della fisica, della chimica, della zoologia, della botanica, deve esser tolto dalle bassure delle minuziose distinzioni e definizioni, dall'aridità delle regole insegnate come preghiere o come scongiuri, dall'empirismo delle formule automaticamente imparate e ripetute, e deve ridiventare qualche cosa di vivace e di organico: una scoperta e una conquista graduale che l'intelletto compie procedendo con moto spontaneo e con operosa curiosità dal noto all'ignoto, rifacendo rapidamente il cammino che il pensiero umano ha percorso per isvincolarsi dall'immaginoso soggettivismo e riuscire alla concezione di quelle grandi leggi generali di cui s'incorona la Scienza mo9 Nelle Notizie e documenti sull'istruzione secondaria classica, 1889, pp. 210-11. Cfr. PIAZZI, La scuola media e le classi dirigenti, pp. 43, 148, 154, 177, 200, 246; CESCA, La scuola secondaria, pp. 64 sgg. 436 BibliotecaGino Bianco
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