Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media luti? - Molti prima di noi, e piu validamente che non potremmo far noi, hanno combattuto siffatto pregiudizio; né ci sembra il caso di affliggere ora il lettore con una nuova giostra fra partigiani delle scienze e difensori delle lettere, dopo che a bene chiarire l'indole e l'indirizzo della nuova Scuola da noi proposta, abbiam dovuto dare anche noi una nuova non breve edizione della vecchia disputa fra gli antichi e i moderni. A sbarazzare il terreno da questo nuovo ostacolo ci basterà - speriamo - il riprodurre e far nostra la seguente splendida pagina che scriveva venti anni or sono il Villari. Il letterato, il quale non sarà educato all'osservazione, al metodo sperimentale, al ragionamento rigoroso, ci farà ritornare a quella letteratura parolaia, che fu per lungo tempo una calamità nazionale, cagione della nostra decadenza intellettuale: contro di essa noi abbiamo da lungo tempo combattutto, e non c'è ragione alcuna per tornare sui nostri passi. Neppure il poeta, neppure l'artista ci daranno creazioni di un vero valore, se ad essi manca ogni spirito d'osservazione, se sono incapaci di fare un esame accurato delle umane passioni e dei caratteri. Le loro creazioni saranno piu o meno astratte, retoriche, arcadiche, prive di realtà e di vita. Per ricordare due soli dei piu grandi poeti, Dante e Goethe, furono anche fra i piu grandi scienziati del loro tempo. Né occorre fermarsi molto a ricordare che la linguistica, la filologia, la critica storica si avvicinarono sempre piu al metodo sperimentale, e solo cos( progredirono negli ultimi anni e potranno progredire nell'avvenire. Né lo scienziato può fare di meno della cultura letteraria. Osservare, indurre, dedurre, ragionare è la base del suo metodo e delle sue ricerche. Ma arriva pure un momento in cui bisogna fare la sintesi dei fatti e risalire ai princip1 piu generali, un momento in cui le solite regole rigorose e sempre necessarie non bastano; anch'esso deve creare, anche in lui si deve accendere la scintilla divina della ispirazione, e solo allora (quando ne abbia il genio) farà le grandi scoperte. Questo genio lo dà la natura e non la scuola; ma se vogliamo stimolarlo, educarlo e non soffocarlo, giova il far sapere per tempo che oltre i fatti e il puro ragionamento, v'è anche nel mondo qualche cosa di piu. Sarebbe assurdo pretendere che la scuola sia fatta per gli uomini di genio, che furono sempre pochi e sempre superarono tutte le difficoltà. Ma è pur vero che quasi in ogni uomo vi è qualche originalità propria, piccola o grande che sia, e non bisogna sopprimerla, ma cercare di evocarla, educarla; ed il modo è sempre lo stesso. Ai piccoli non meno che ai grandi gioverà sempre il sapere, il sentire che oltre i fatti ed il ragionamento vi sono le idee, le immagini, le creazioni dei poeti; studiare perciò le lingue e letterature e in balfa del proprio pensiero sollevarsi qualche volta nel regno dell'arte ... Non sentiamo noi mille volte ripetere fra gli scienziati, che il tale o tal'altro matematico ha molto valore, ma assai piu ne avrebbe se avesse anche un po' piu di fantasia? Fu detto, e non senza qualche verità, che a fondare la geologia occorse quasi tanta forza d'immaginazione, quanta ce n'era voluta a creare i poemi omerici. Si dia a tali discorsi il colore che si vuole; ma rimarrà sempre fermo il fatto che al lavoro scientifico occorrono tutte le forze creatrici dello spirito, nessuna eccettuata. Che se alcune di queste forze prendono, col lungo esercizio delle ricerche scientifiche, una direzione, una forma speciale, e le facoltà puramente immaginative e poetiche sembrano, con l'andar del tempo, come atrofizzate nello scienziato, è certo però che, sotto una forma o un'altra, esse lavorano sempre e sono necessarie. Il Darwin (che pur si doleva di una istruzione secondaria troppo esclusivamente classica) narrando del gran piacere che a lui aveva dato nella sua gioventu la lettura dello Shakespeare, osserva che coll'andare degli anni questo piacere era in lui cessato del tutto. A forza di meditare intorno alle leggi della natura, egli dice, la sua mente aveva preso un indirizzo diverso, la sua immaginazione un'altra forma. Ma se la scuola secondaria avesse in lui atrofizzate sin 435 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==