La riforma della scuola media al concorso del 1902, e nei quali la Commissione giudicatrice, "lungi dal pretendere quel grado di cultura letteraria e linguistica che pur sarebbe necessaria in chi aspira all'insegnamento di una lingua straniera," dové limitarsi "ad esigere le piu indispensabili garanzie che· l'insegnamento, per troppo scarsa conoscenza della lingua, e per cattiva pronunzia in chi lo impartisce, non abbia a riuscire dannoso"; e con tutto questo dové deplorare il "risultato assai meschino" del concorso, e avvertire che "nel1' elenco degli esaminati la Commissione potrebbe scegliere a decine i nomi di coloro che nelle prove orali furono, per gravì errori di grammatica, per pronunzia intollerabile e per l'incapacità di esprimersi correttamente in lingua francese, unanimamente giudicati immeritevoli di punti superiori a quelli da 2 ai 6 trentesimi, mentre pur presentavano diplomi con punti superiori alla semplice sufficienza,, ?5 Oppure ricorrerete ai concorrenti del 1903, dei quali scrisse la Commissione esaminatrice: Dagli esami dei titoli risulta in generale poca preparazione agli studi letterari e linguistici. Infatti, varie delle pubblicazioni presentate dai concorrenti altro non sono che compilazioni e raffazzonamenti di opere di oramai scarsissimo valore... La parte biografica rappresenta per i piu una regione affatto sconosciuta... Nelle pubblicazioni didattiche si deplorano certi metodi che di scientifico non hanno che il nome, e che si direbbero fatti apposta per rendere difficile ciò che è facile e piano. Nelle prove orali si osservarono a un dipresso le stesse lacune... La Commissione dovette quindi accontentarsi che i candidati dessero sicuro affidamento della conoscenza pratica della lingua francese e di quelle nozioni grammaticali che si ritengono indispensabili all'ufficio d'insegnante di francese.6 O voi, che lamentate senza posa i cattivi risultati dell'insegnamento classico e ne ricavate argomenti contro il latino e il greco, entrate in una scuola di lingue moderne e mostrateci gli splendidi risultati che esse dànno ! Guardate come il maestro pesta e stipa a forza nei cervelli degli alunni, come in tanti mortai, le regole grammaticali secondo le formule di cinquant'anni addietro, e la nomenclatura antidiluviana, e le quattro idiote frasi fatte in cui dovrebbe consistere la conoscenza di una lingua straniera. E guardate la repugnanza, la no,ia, il disgusto, da cui è presa la scolaresca per uno studio cos1 ciecamente e superstiziosamente grammaticale e formale; e diteci quali grandi autori si leggano in quelle classi; e diteci se la classe di latino e greco non sia preferibile, almeno per questo, che meno numerose vi si vedono volare per l'aria le pallottole di carta. I classicisti, qui, hanno ragione, purtroppo! Insegnanti di lingue moderne, capaci di assumere degnamente il compito che abbiamo indicato, ne abbiamo pochi assai in Italia. Per una delle tante ironie della nostra vita nazionale, l'Italia, che dalla sua unificazione politica in poi si è messa anche troppo servilmente alla scuola delle nazioni straniere per ismania di emularle, ha trascurato in mamera, non sappiamo se piu comica o lacri5 "Bollettino della P. I.," 1902, p. 2095. 6 "Bollettino della P .. I.," 1903, p. 1959. BibliotecaGino Bianco 429
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