La riforma della scuola media lo studio degli scrittori classici antichi per questa ragione, la quale parve a molti gravissima e fu spesso ripetuta, che gli autori greci e latini, interpreti di un'altra civiltà, non sono né confessionali né partigiani, e mantengono quindi lo spirito dei giovani fuori delle questioni ardenti, dei dibattiti e dei rancori che dalle opere moderne sono necessariamente ispirati e che forzano in certa maniera il lettore a schierarsi o dall'una o dall'altra parte nel grande conflitto delle idee e dei partiti. A questi motivi di superiorità il Brunetière aggiungeva anche l'altro, che le letterature antiche sono meno ... erotiche delle moderne; ma interrogato se Didone fosse stata una signora meno ardente delle eroine dei nostri romanzi, non dette risposta precisa. Né gli altri argomenti sono meno fallaci. L'insegnante, che interpreta uno scrittore antico, se vuole che i suoi uditori s'appassionino veramente al gruppo di idee e di fatti che egli rievoca innanzi a loro, deve indicare sempre le attinenze che quei fatti e quelle idee hanno con la vita moderna; deve illuminare sempre quelle pagine antiche alla fiamma della sensibilità e dell'immaginazione moderna; deve mostrare sempre che lo spirito umano, le sue angoscie, le sue speranze, i problemi che lo affaticano, sono, in fondo, i medesimi attraverso tutti i mutamenti dei costumi, delle religioni, dell'assetto politico; deve sempre, attraverso la bruma luminosa con cui la lontananza avvolge la civiltà classica, additare agli alunni nelle sue forme essenziali la stessa umanità faticosa e inquieta che si agita intorno a noi: l'insegnante, insomma, deve trasportare l'alunno con tutte le sue passioni nel cuore della civiltà classica, e trattare gli autori classici come se fossero contemporanei. Cos1 facevano i grandi maestri del Rinascimento, prima che la reazione gesuitica venisse a vuotare di ogni vigor di pensiero e di vita la scuola classica. L'adolescente è ancora, per molti lati, un primitivo; è un'anima vergine ed intatta, dominata dalla immaginazione violenta, ricca di anacronismi divini: e solo ciò che è vivo, e lo tocca e lo agita direttamente, desta ed esalta la sua attenzione. Il difetto fondamentale, anzi, dell'insegnamento classico, quale è fatto da molti maestri, morti alla vita moderna, estranei ad ogni corrente di pensiero, miserabili pestatori di gerund1, è appunto questo: d'essere cosf neutrale da assiderare la scolaresca con la sua inerzia noiosa e glaciale. Catilina e Cesare, la congiura dell'uno e le conquiste dell'altro, rimarranno sempre due simulacri senza vita, due fatti remoti ed aridi, argomenti di temi scolastici e di esercitazioni rettoriche, finché l'insegnante non saprà mostrare nel vasto e sinistro complotto catilinario uno di quei colpi di Stato rapaci, una di quelle brigantesche avventure politiche per la conquista della ricchezza e del potere, che si rinnovano attraverso i secoli per cause sociali e morali analoghe, nelle repubbliche oligarchiche, quando colla ricchezza cresce smisuratamente la corruzione delle classi che detengono il potere; o finché, seguendo nei Commentari le tappe successive di Cesare alla conquista delle Gallie, non risveglierà l'attenzione dell'alunno, indi425 BibliotecaGino Bianco
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