Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica coscienza moderna essa apparisce immorale, tirannica, assurda. Resta l'uomo morale: e qui la grande poesia antica, levandosi alto sui pregiudizt comuni, ha saputo creare figure ideali: ·Prometeo, Ettore, Antigone, il Neottolemo del Filottete, sofocleo, espressioni sublimi della nobiltà e della dignità umana, che precorrono e annunciano la piu raffinata delicatezza della coscienza moderna e che il cristianesimo stesso nelle sue piu pure ideazioni non ha superato; ci ha dati i dialoghi di Platone; ci ha dato lo stoicismo, questo cristianesimo austero senza rivelazione e senza speranza. Ma accanto ai socratici e agli stoici, non si dimentichi il sensualismo epicureo di Catullo, di Orazio, di Ovidio, di Properzio; l'istrionica contraddizione tra le parole ed i fatti in Sallustio ed in Seneca, il chiuso disdegno aristocratico di Tacito, lo scetticismo superficiale di Luciano. Si giudichi la morale antica coll'istintiva diffidenza di uno spirito educato nelle idee cristiane e democratiche, o colla superba e disdegnosa simpatia del Nietzsche e degl'imperialisti contemporanei, non v'ha dubbio che le letterature moderne offrono quanto e piu delle antiche tipi e simboli ideali per ogni inclinazione dello spirito e per ogni concetto della vita. L'idea e la morale cristiana prevalgono in Dante, nel Petrarca, nel Pascal, nel Bossuet, nel Milton, nel Klopstock, nel Manzoni, nel Wordsworth; lo stoicismo plutarchiano, la fiducia incrollabile dell'uomo nella purezza della propria coscienza e nell'idea del dovere, è viva nel Corneille, nell'Alfieri, nel Foscolo, nel Lessing, nello Shelley, non meno che negli eroi di Plutarco; il pessimismo cosmico del De Vigny e del Leopardi è tetro e sublime quanto il pessimismo di Lucrezio; la sensualità inquieta ed ardente di Catullo rivive in Alfredo de Musset e in Enrico Heine, e lo scherno di Voltaire vale il sorriso di Luciano. Tutti i tipi mentali degli antichi scrittori, tutti i prismi dell'antica fantasia sono riapparsi tra gli scrittori moderni, ed in altre condizioni storiche e sociali hanno irraggiato sull'eterno dramma umano fasci non meno vividi di luce. La somiglianza, s'intende, non significa identità: nessun intelletto come nessun corpo somiglia perfettamente ad un altro, e il poeta veramente grande è poeta unic9; ma di tali differenze tien conto il critico. Tocca all'educatore, invece, dalle forme concrete ed originali, in cui l'anima dello scrittore si rivela, estrarre e ricomporre il suo concetto dell'uomo e della vita, della morale e del dovere: tocca a lui esporre nitidamente questo concetto agli alunni, paragonarlo ai concetti diversi e talora opposti di altri pensatori e scrittori, e mostrarne la superiorità; tocca a lui con gli elementi raccolti da ogni parte educare risolutamente nei giovani una salda e libera coscienza morale, che sia in ciascuno di essi quasi un dinamometro spirituale, il punto solido contro cui i flutti delle varie dottrine vengano ad infrangersi senza smuoverlo, e da cui l'alunno domini il confuso e vasto conflitto delle passioni e delle fazioni. Ferdinando Brunetière, rispondendo all'inchiesta sull'insegnamento secondario organizzata dal governo francese nel 1899, affermava preferibile 424 Bibtiote·caGino Bianco

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