Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Questa perfezione estetica, si dirà, questa armonia tra il pensiero e la forma i moderni l'hanno appresa, grazie alla Rinascita, alla scuola degli antichi. Durante il Medio evo le letterature moderne, tranne rare eccezioni, non hanno né proporzioni né contorni: sono amorfe. Vero! È e sarà gloria e vanto immortale del classicismo avere strappato l'anima umana a1 limbo medievale, all'infanzia verbosa delle cronache anonime e degli anonimi cantari, delle formule fisse e dellè immagini tradizionali, perché ritrovasse se stessa e la propria individualità, perché esprimesse potentemente e armonicamente il proprio pensiero. Ma appunto perché ora la sua educazione è compiuta e la scolara è fatta adulta e provetta, è tempo che basti a se stessa e proceda arditamente ad ammaestrare per conto suo. Anche la letteratura latina ebbe dalla greca la scintilla e l'impulso alla conquista della classica perfezione; e il genio ellenico svegliò allora nel profondo dell'anima latina voci ed armonie prima insospettate; ma poi divenne maestra essa stessa e animatrice di pensieri e suscitatrice di armonie agli altri popoli d'Europa per tutto il Medio evo, e ben avanti nell'età moderna. Perché uguale virtu non avranno dunque appreso alla Scuola greca e latina le letterature moderne, dopo quattro secoli almeno di elaborazione, di raccoglimento e di rinnovamento? Lasciamo i grandi scrittori nostri, Dante, Petrarca, Boccaccio, il Poliziano, l'Ariosto, il Tasso, Metastasio, il Parini, l'Alfi.eri, il Monti, il Foscolo, il Manzoni, il Leopardi, poeti, alla cui "classicità" anche gli adoratori degli antichi s'inchinano; ma la Francia, ma l'Inghilterra, ma la stessa Germania, quest'ultima per un periodo di tempo piu breve e in un dominio piu angusto, non possono esse vantare ormai poeti e scrittori tali che non impallidiscono in confronto ai piu grandi tra i latini? Può darsi - concedono talvolta i classicisti - che pei sentimenti e le idee i moderni uguaglino e talvolta avanzino gli antichi; ma quanto alla forma, alla sobrietà, alla nitidezza, al rilievo dell'espressione essi rimangono di molto inferiori. - Non è dimostrato, e per nostro conto lo crediamo in gran parte un pregiudizio. I pensieri del Pascal hanno una forma raccolta e possente quanto u_na pagina di Sallustio o di Tacito e di- •cono cose forse piu interessanti all'anima di un giovane odierno. L'orazione funebre del Bossuet in morte del principe di Condè vale bene per le idee e per lo stile il Pro Archia di Cicerone; e la prosa delle Refiections on the Revolution in France del Burke si svolge entro periodi ben congegnati e sonori quanto le piu belle pagine delle Catilinarie. - Certo nessuna delle letterature moderne - tranne forse l'inglese - può scendere in gara colla greca antica per la ricchezza ed eccellenza delle forme; ma per quanto lo studio del greco si rinforzi nella scuola media, ben pochi riusciranno a raggiungere per mezzo di esso la vera conoscenza del pensiero e dell'arte antica: solo gli artisti e gli eruditi attingeranno sempre direttamente alla fonte dell'arte e del pensiero greco; e molti fra i paladini 422 BibliotecaGino Bianco

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