La riforma della scuola media habeat suam peculiarem elegantiam ed emphasim, si fuerit exculta. Qui callent Italice, Hispanice et Gallice constanter adseverant in his linguis, utcumque corruptis, inesse gratiam quam lingua latina non adsequatur." Ed Erasmo scriveva prima che le nazioni d'Europa, tranne l'Italia, fossero uscite dall'informe e prolissa mediocrità della letteratura medioevale per assurgere allo splendore di un pensiero maturo espresso con arte meditata e sapiente. . Non è certo il caso di ripetere qui la famosa domanda del Fontenelle: se cioè gli uomini e gl'ingegni moderni siano proprio inferiori intellettualmente agli antichi, quando gli alberi contemporanei crescono e fruttificano come nei secoli passati. Ma possiamo benissimo rovesciare la domanda e chiedere: Chi può ammettere senza discussione e come un assioma, che v'è maggior forza ed ampiezza di pensiero, maggior eleganza e potenza di forma in Cicerone, per esempio, che nel Bossuet o nel Pascal, o nel Rousseau; maggior prontezza nell'intuire e piu vivace colorito nel rappresentare i fatti storici in Tito Livio o in Sallustio, che nel Machiavelli, o nel Macaulay, o nel Michelet; maggior arguzia e finezza di osservazione in Teofrasto o in Plutarco che nel La Bruyère; una piu profonda conoscenza della natura umana e dei suoi aspetti comici e grotteschi in Plauto che in Molière; un'arguzia piu caustica e un'agilità piu fantastica nei dialoghi di Luciano, che nelle massime di un La Rochefouca uld, di un Chamfort, di uno Schopenha uer? Vogliamo ammettere che le letterature moderne non abbiano un poeta, il quale, a chi non sa il latino, possa suggerire un'idea della sovrana eleganza e della profonda e divina soavità virgiliana, né un filosofo-poeta che valga Platone; ci si concederà per converso che gli antichi non hanno nulla che possa equivalere per noi alla Commedia di Dante, o all'Amleto del Shakespeare, o al Faust del Goethe. E in verità: tanti secoli di lenta elaborazione del pensiero, di lenta purificazione dello spirito; tanti dibattiti e conflitti e smarrimenti negli oscuri meandri del misticismo, dell'indagine inquieta o del dubbio; tanto affluire all'anima moderna di sogni, di terrori e di speranze, non avrebbero dovuto riflettersi nella poesia e render la piu intensa? Il cristianesimo, il Medio evo, la Rinascita, l'illuminismo, il romanticismo, non debbono aver arricchito di nuove energie e di nuove forme la letteratura e l'arte? La Pallade antica chiudeva un'anima serena in un corpo perfetto, ma il suo occhio non ispaziava oltre il cielo dell'Ellade e l'orizzonte dell'Egeo; la divinità che ha ispirato i moderni ha un'anima piu inquieta e un'immaginazione piu tempestosa, ma il volo. del suo pensiero è di gran lunga piu vasto. I classici moderni, gli scrittori veramente grandi, in cui l'armonia tra l'idea e l'espressione è perfetta, son pochi; ma in èssi la grande arte classica è ricca di voci e vibrante di secrete armonie, che commuovono sm nel profondo le anime nostre e che gli antichi non hanno conosciuto. 421 BibliotecaGino Bianco
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